Vittorio Veneto, sacerdote apre bar analcolico

A Vittorio Veneto aprirà il primo bar analcolico. È quanto deciso dal direttore del Ceis (Centro di Solidarietà) don Gigetto De Bortoli che dichiara alla Tribuna di Treviso: «Sarà un modo per loro di interagire con i vittoriesi». Lo spazio sarà allestito nello stabile occupato dal Ceis (il quale un tempo ospitava l’istituto alberghiero attrezzato di bar) e sarà messo a disposizione anche dei coltivatori e dei produttori del territorio.

«Sarà un modo nuovo di interagire con la comunità locale – continua il sacerdote -, con la quale, peraltro, abbiamo ottimi rapporti, attraverso ad esempio il comitato di via Caprera, che ha cantierato numerose iniziative per il rilancio di quest’area, straordinariamente suggestiva». Quanto alla presunta incompatibilità con la presenza di profughi, De Bortoli assicura che non ci sono mai stati incidenti e che l’arrivo delle forze dell’ordine in seguito a dispute fra i diversi gruppi etnici che frequentano il centro, va interpretato non in relazione a fatti di turbolenza, quanto piuttosto in chiave preventiva.