Sai mangiare? Il gusto dell’educazione alimentare

Mangiare bene è una vera e propria conquista. Saper trattare, cucinare, godere delle ottime materie prime che nella maggior parte dei casi costellano il territorio italiano è frutto di un percorso di educazione al cibo che è premessa indispensabile per alimentarsi nel migliore dei modi.

Il nostro rapporto più o meno profondo con il cibo si costruisce, in primo luogo, in famiglia. E’ qui che si sviluppano le nostre abitudini, che impariamo ad amare o detestare determinati piatti, che ci insegnano a vivere la tavola come luogo di scambio o, viceversa, come semplice ‘appoggio’ per un pranzo o una cena consumati velocemente.
Molto del come ci relazioniamo col cibo, poi, è dovuto al contesto sociale di riferimento, alla scuola, ai coetanei, ai colleghi, agli amici. E’ uscendo di casa che sperimentiamo riti alimentari diversi dai nostri e che ci adeguiamo a mode e costumi.
Mangiare insieme a familiari, amici e conoscenti diventa un modo per comunicare, un vero e proprio linguaggio.

In questo percorso alla scoperta del cibo, un ruolo davvero importante lo riveste l’educazione alimentare. Essere educati al piacere del gusto, entrando a contatto con persone che sappiano preparare, manipolare e spiegare gli alimenti, trasmettendo una conoscenza pratica, fatta di mani e assaggi, è davvero fondamentale per imparare a mangiare bene.
Non si tratta, semplicemente, di avere a disposizione delle buone materie prime: è più una questione di cultura della terra e di storia del patrimonio gastronomico.

L’Expo sarà anche questo, un’occasione per riflettere sul come entriamo a contatto col cibo, su quanto può essere complesso l’atto del mangiare e, soprattutto, su quanto di buono può offrire un gusto allenato all’eccellenza.

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