Tav Vr-Pd, Mainardi: «binario morto»

Costi e tempi in aumento. Questo, in sintesi, il parere di Bortolo Mainardi, componente della Commissione nazionale di Valutazione Impatto Ambientale e già commissario per l’Alta velocità a Nordest. Nell’intervista rilasciata al Gazzettino di oggi, Mainardi comunica i propri dubbi sull’avanzamento dei lavori per il Tav. Nonostante il finanziamento di 1,5 miliardi del tracciato fra Verona e Vicenza ottenuto con la Legge di Stabilità 2015, secondo Mainardi sui 76 km della tratta Verona-Padova «dopo anni di dibattito mancano un tracciato, un progetto completo e condiviso». Un ritardo progettuale che comporta un’ulteriore aumento delle spese. «Ad oggi, per la Verona-Padova, sono stati spesi 22 milioni per i progetti preliminari e 11 milioni per il contenzioso sollevato da Ircav Due: costi pagati da Rfi, cioè dallo Stato».

Ed è proprio il nodo relativo al rapporto fra istituzioni e consorzi che, secondo Mainardi, frena lo sviluppo del progetto Tav. «I consorzi sono stati istituiti con la Legge Obiettivo per velocizzare la realizzazione di grandi opere – precisa l’architetto – invece, sono diventati un costo più che una risorsa». Nel solo 2012, infatti, sono stati pagati 147 milioni per risolvere gli arbitrati su contenziosi sollevati dai consorzi Ircav Uno-Due e Cepav Uno.

Eppure, i lavori sono stati annunciati entro l’anno. «Però, a tutt’oggi – contesta Mainardi – ci sono solamente le progettazioni preliminari da Verona a Montecchio (33 km) e da Grisignano a Padova (15 km). Quanto al Vicentino, siamo ancora in alto mare». Poche speranze anche sul piano finanziario. La Legge di Stabilità 2015 prevede sì un finanziamento nazionale dell’intero progetto pari a 200 milioni entro il 2017 e altri 2,8 miliardi dal 2018, ma «tutte le linee del Nordest non potranno attingere ai fondi dello Sblocca Italia. Il decreto è chiaro: non è possibile cantierare alcun “lotto costruttivo” entro il giugno prossimo in assenza dei progetti definitivi».

Intanto le cifre aumentano. Per l’intera tratta Brescia-Padova, compreso l’attraversamento di Verona (150 km totali) si prevede una spesa pari a 10,5 miliardi «cioè 65 milioni a km». A conti fatti, secondo le stime di Mainardi, si tratti di «un triplo in più rispetto alla media europea».