Fiera Vicenza, orafo aretino: «trattati come pecore»

«Qui a Vicenza ci lasciamo centinaia di migliaia di euro eppure veniamo trattati come un branco di pecore». A parlare è Gabriele Veneri, imprenditore aretino e titolare dell’azienda Sem.Ar che, sulle pagine de La Nazione, esprime tutto il proprio disappunto per la «brutta storia» occorsagli a Vicenza in occasione della Fiera dell’Oro che ha aperto i battenti ieri.

«Circa un anno fa – racconta Veneri – si paventava che l’organizzazione per motivi estetici avrebbe fatto usare gli stand allestiti da loro». Una decisione che ha messo in difficoltà le aziende già in possesso di uno stand funzionale, costrette «a cambiare il nostro stand progettato con l’architetto». Una svolta che andava ad appesantire il monte spese: «Si parla di cifre altissime, a momenti si paga a metro quadro quanto costa produrre un fabbricato industriale». Se non avessero accettato la proposta dell’organizzazione, «non ci avrebbero fatto fare la fiera».

Al danno si aggiunge la beffa. «Oggi [24 gennaio, ndr] che è il primo giorno ancora abbiamo il campionario in terra e lo stand non è completamente pronto» afferma Veneri. Una situazione tra il paradossale e il veniale, che Veneri non si sarebbe mai aspettato. «Ad Arezzo l’unica cosa che può succedere è che sia caduta una foglia nel piazzale. L’accoglienza è incredibile la fiera è un salotto. I clienti vengono coccolati e gli espositori non hanno un problema e se lo hanno viene risolto. Io ad oggi non so come fare, non ho mai fatto queste figure con i miei clienti».

Dopo aver dato il mandato ai propri avvocati per valutare un possibile ricorso legale, Veneri affida al quotidiano fiorentino uno spunto di riflessione: «Probabilmente il mio disagio poteva essere evitato perché ognuno di noi qui fa la guerra per conto proprio, non c’è nessuno a fare da capofila a queste aziende. Siamo circa 300 ma chi c’è a rappresentarci politicamente? A parole se ne sono occupati tanti, ma il fatto è che se ti presenti con questa mole di aziende, hai un potere e lo devi fare pesare».