Asili ai padovani doc, Bitonci sotto accusa

Il nuovo regolamento per l’assegnazione dei posti negli asili nido spacca il Consiglio comunale di Padova. Da un lato la maggioranza, unita nel vessillo di “prima Padova”, dall’altro l’opposizione che punta il dito sulla contraddizione di «un sindaco non padovano che impone regole in base alla residenza». Al centro dello scontro l’introduzione della premialità, basata sull’anzianità di residenza, che assegna il massimo di cinque punti a famiglie con un genitore che abita in città da 20 anni anche non continuativi (quattro per i residenti da 15 anni e tre per chi vive in città da 10). Sulla graticola anche la nuova disciplina di assegnazione dei posti nelle strutture pubbliche approvato ieri sera in Consiglio comunale.

«Prima c’era solo un unico grande criterio che premiava genitori lavoratori o studenti lavoratori con quattro punti» spiega l’assessore ai Servizi scolastici Alessandra Brunetti al Mattino di Padova. «Abbiamo ampliato il ventaglio dei criteri in senso inclusivo. E lo stesso vale per la residenza, in uso anche in altri Comuni di centrosinistra come Treviso, Ciampino e Mainate» precisa. Ma l’opposizione non ci sta e attacca duramente il provvedimento. «Questo è un provvedimento ideologico. Io non accetto che venga un abitante di Cittadella a dirmi che a Padova devono avere la precedenza i padovani. È un insulto» denuncia Francesco Fiore, capogruppo di Padova 2020. Beatrice Dalla Barba (Padova2020) sottolinea il taglio «demagogico e impugnabile del provvedimento». Aggiunge Piron: «Pur di castigare lo straniero siete disposti a tutto. Bitonci il sindaco straniero per eccellenza, si mette in testa di scrivere una regola come questa: sei arrogante e offensivo» Ancora, Beda (Pd) mette un guardia da un provvedimento «che creerà asili di serie A e B». Mentre per Egi Cenolli, rappresentante della consulta degli stranieri, il provvedimento è incostituzionale a tutti i livelli. Replica la maggioranza con l’intervento di Foresta: «L’avevamo promesso in campagna elettorale».