Politiche lavoro, Cna Veneto: la Donazzan sbaglia

«Non è sufficiente protestare per modificare le novità negative recentemente introdotte in materia di servizi al lavoro in commissione alla Camera dei deputati, ma è necessario intervenire direttamente esercitando le competenze della Regione», lo afferma la sezione veneta della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa. Una risposta alle rimostranze dell’assessore regionale Elena Donazzan che lamentava l’esclusione della Regione dalla riforma costituzionale in discussione in materia di lavoro. Considerato che  in materia di politiche attive del lavoro la competenza è regionale, la Cna chiede alla Regione che, con uno scatto di autonomia, approvi una legge regionale di riordino dei servizi per il lavoro nel Veneto, ponendo fine all’incertezza che vivono i centri per l’impiego dando anche prospettive occupazionali a molti ex dipendenti provinciali.

Per Alessandro Conte, Presidente Cna Veneto, «la riforma costituzionale non può che essere basata su due pilastri, da una parte il ruolo dello stato nella definizione dell’ordinamento e delle disposizioni comuni sulle politiche del lavoro, dall’altra il ruolo delle Regioni nella gestione a livello territoriale delle stesse politiche». La Cna veneta, in sostanza, è contraria all’accentramento delle politiche del lavoro senza nessuna previsione di ruolo alle Regioni, per le quali vengono invece mantenute le competenze in materia di formazione professionale e di sostegno dei sistemi economici regionali.