Vicenza, Franzina “esautora” Dalla Pozza

Povero Toni Dalla Pozza: sarebbe lui l’assessore al territorio, deputato alla gestione urbanistica del Comune di Vicenza. Sarebbe, perché sulla questione Tav, dove a parte la rituale concione in consiglio comunale e qualche dichiarazione mediatica altrettanto di rito, il suo ruolo è stato di basso, bassissimo profilo. Praticamente come non fosse l’assessore in carica. Buon per lui, da un certo punto di vista: è il componente di giunta più a sinistra, e tanti fra i suoi elettori gradiscono poco o punto l’entusiasmo tutto cemento e tondino dell’amministrazione Variati. Ma molto male per la funzione che svolge.

Soprattutto perché l’ultimo episodio di esautoramento sostanziale ha il sapore della beffa: a incontrare uno per uno i proprietari di immobili interessati dal tracciato della cosiddetta alta velocità ferroviaria nel capoluogo berico è stato designato un certo Maurizio Franzina. Che è il capo di gabinetto del sindaco Pd, ma era pure l’assessore all’urbanistica di Forza Italia ai tempi di Hullweck, nei primi 2000 (tra l’altro, defenestrato da quella carica esattamente dieci anni fa). E non va dimenticato che fu lui l’ideatore del “Bando interessi diffusi”, una sorta di appello a proprietari e immobiliaristi per aggiustare, estendere o fare manutenzione alle proprie aree sparse in città. E’ insomma uno che s’intende di trattative coi singoli privati, aiutato pure da quel suo fare suadente, accomodante e avvolgente (che per alcuni è respingente, ma che torna utilissimo col vicentino bisognoso di rassicurazioni e contropartite).

Ah: ci sarebbe pure un assessore all’edilizia privata, tal Pippo Zanetti. Ma costui tale delega, nei fatti, l’ha esercitata sempre poco. In questo costituendo un precedente ed un esempio per Dalla Pozza, che è più fumantino ma solitamente, come nel nostro caso, soccombente alla realpolitik. Sarebbe stato un esperimento psicologico e antropologico molto più interessante vedere Toni il Rosso (diciamo rosé) confrontarsi con le lamentele, i mugugni, i timori dei cittadini letteralmente investiti dal treno (case, fabbriche e campi con demolizioni per 29 mila 500 metri quadrati, per 107 milioni di espropri senza contare le richieste d’indennizzo delle grandi industrie, come la Valbruna che da sola ha chiesto altri 105 milioni). Invece no, quella lenza di Variati ti sguinzaglia l’usurpatore Franza, maestro di cerimonie e anestesie. Toni l’incazzoso, se non t’incazzi ora, quando t’incazzi?