Riciclaggio, Manzo: «Ecco le banche finanziatrici»

In un’intervista al Mattino di Padova, Francesco Manzo, l’immobiliarista di Nocera accusato di aver accumulato un patrimonio immobiliare di 130 milioni di euro riciclando soldi sporchi provenienti dalle casse della Camorra e dell’ex Mala del Brenta, ha chiarito l’origine dei propri finanziamenti. Manzo, ha innanzitutto contestato la somma indicata dagli inquirenti: «Al massimo i beni immobiliari arrivano a 40-50 milioni. Tra l’altro sono, quasi tutti, soldi legati a mutui bancari che gli istituti di credito, presenti in Veneto, tra cui Banco di Brescia, Unicredit, Cassa di Risparmio, Bnl e Antonveneta-Mps, hanno erogato alla holding Ge.Ma. srl».

Incalzato su i singoli investimenti immobiliari, l’imprenditore non ha esitato a fornire delucidazioni. Il terreno su cui è sorta la torre di 18 piani Onda Palace in, in area Zip, a Padova è stato comprato per 5 milioni di euro attraverso mutui sottoscritti con Antonveneta e Cassa di Risparmio. Castello Bortoluzzi a Ponte nelle Alpi fu ottenuto invece con un mutuo dalla Bnl di 2 milioni. Gli immobili di via Cile, a Padova, furono invece acquistati con un mutuo di 12 milioni erogati da Bnl e Unicredit mentre gli appartamenti di Piazzale Stazione, sempre a Padova, con altri due mutui, uno di 6 milioni dalla Deutsch Bank ed un altro di 800mila euro dal Banco di Brescia. I 50 alloggi a Treviso sono diventati  invece proprietà della banca.

«Si tratta di normalissime operazioni immobiliari, avallate sempre, a vario titolo, dalle banche del territorio» si difende Manzo. Quindi il riciclaggio? «Ma quale camorra dell’agro nocerino sarnese» rincara l’immobiliarista, «nel mio passato ci sono soltanto piccoli reati (…) sono un semplice imprenditore immobiliare». E sui suoi presunti rapporti d’affari con Benetazzo, ex esponente della Mala del Brenta: «Io l’ho conosciuto solo come mediatore immobiliare, quando la banda guidata da Felice Maniero non c’era più da un pezzo (…) basta con il vedere mafia, camorra e ’ndrangheta dappertutto».

 

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