Suore uccise «per traffico medicinali»

Le tre suore massacrate in Burundi cinque mesi fa sarebbero state ammazzate in quanto pronte a denunciare un giro di importazione illegale di farmaci. Lo ha rivelato ai microfoni di Radio Publique Africaine un uomo che sostiene di aver fatto parte del commando che il 7 settembre uccise le tre religiose saveriane, Olga Raschetti, 83 anni di Montecchio Maggiore (Vicenza), suor Olga Pulici, 75 anni di Desio (Monza), e suor Bernardetta Boggian, 79 anni di Ospedaletto Euganeo (Padova). Secondo il testimone, dietro i traffici illeciti, vi sarebbe il generale Adolphe Nshimirimana, ex capo dei Servizi segreti e uomo di fiducia del presidente,  nonchè mandante del triplice omicidio.

Nshimirimana, proprietario di un ospedale nel quartiere, per importare i medicinali avrebbe omesso il pagamento delle tasse doganali facendo passare i suoi carichi come destinati al dispensario parrocchiale, costruito e gestito fino ad alcuni anni fa dai saveriani. Non solo, sempre secondo il testimone, suor Bernardetta avrebbe invitato i sanitari saveriani a non accogliere più i miliziani feriti del movimento giovanile paramilitare del partito Imbonerakure al potere, che venivano addestrati in Congo e preparavano, secondo la suora, azioni pericolose in Burundi.