Toscani: mi scuso ma confermo. Zaia sonda il web

Si arricchisce di un nuovo capitolo la querelle aperta dalle dichiarazioni del fotografo Oliviero Toscani sui veneti. In una lettera diretta al presidente della regione Veneto Luca Zaia, Toscani chiede scusa ai veneti, ma lo fa con ironia lamentandosi per le 48 ore di ultimatum concesse dal governatore per tornare sui suoi passi: «persino le ingiunzioni dell’Isis lasciano 72 ore alla risposta». Toscani, che si dichiara «leghista atavicamente, essendo lombardo», giudica ora il linguaggio veneto, avvolto dai fumi del vino, «atavicamente ubriaco».

«Quindi chiedo ancora scusa a lei, che è il presidente di tutti i veneti astemi, degli alcolisti sobri e dei bevitori moderati – afferma il fotografo – per il linguaggio un po’ leghista che ho usato per fotografare i miei simpatici amici del Veneto». Pentito, dunque, ma non del tutto. «Nella sostanza, però, dentro di me, confermo tutto». E si lancia in un lungo elogio dei più pregiati vini veneti.

Concludendo la sua lettera, Toscani, oltre ad augurarsi di incontrare presto i veneti, «per una fantastica bevuta alla salute dell’Italia Unita», porge a Zaia il suo personalissimo ramoscello d’ulivo. «Sono sicuro che, questa volta, la sua gentilezza e quella di tutti i veneti prevarrà, sicuramente mi perdonerete – conclude – invece di perdere tempo, denaro energia e simpatia nelle infinite vie legali».

Immediata la replica di Zaia affidata ai social network. «Le considerate scuse ai veneti?» è la domanda che il presidente del Veneto ha postato sui profili twitter e Facebook. Il governatore ha fatto sapere che deciderà se ritenerle scuse sulla base delle risposte che saranno date al suo “sondaggio” sul web.