Zaia: «sto con benzinaio, non è giustiziere»

«L’iscrizione di Graziano Stacchio nel registro degli indagati sarà anche un atto dovuto, ma le azioni di questo brav’uomo dovranno essere valutate prima di tutto con la legge non scritta del buon senso». A dirlo il presidente del Veneto Luca Zaia a commento degli sviluppi del tentativo di rapina dell’altra sera a Ponte di Nanto (Vicenza), conclusosi con la morte di un rapinatore.

«Non è un giustiziere, – continua Zaia in una nota – è un uomo che non ha esitato a mettere a rischio la propria incolumità e a fronteggiare un grave atto criminale che si stava compiendo e che è stato lui stesso bersaglio di vari colpi di arma da fuoco. Non fuggire non è una colpa (…) La criminalità dilaga, la gente ha paura, sente lo Stato lontano come mai prima d’ora, ma non vuole chinare la testa.» E aggiunge il governatore: «solo dall’informazione locale riceviamo notizia di 27 atti criminosi. Un nuovo bollettino di guerra che invio al Governo, cieco e sordo all’appello pressochè quotidiano di aprire gli occhi e le orecchie e di inviare in Veneto più Forze dell’Ordine, più mezzi, e l’Esercito a fare da presidio territoriale e da deterrente».

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