Sul “sistema Galan” Moretti fa scena muta

Ieri il tour elettorale della candidata Pd alla presidenza della Regione Veneto, Alessandra Moretti, ha toccato la Riviera berica in provincia di Vicenza. Tra le tappe in programma c’era quella a Mossano dove l’ex eurodeputata ha incontrato alle cinque del pomeriggio una pattuglia di cittadini pronti ad ascoltare le sue proposte e «ad interrogare» il volto nuovo del Partito Democratico, forte di 240.000 preferenze alle europee del 2014. Teatro del confronto con una trentina di persone è stato il bar Tretto.

Moretti (nel riquadro un momento dell’incontro di ieri) non si è tirata indietro ed ha accettato un confronto (presente anche il primo cittadino Giorgio Fracasso) che è stato per molti tratti sereno con l’unica eccezione di una discussione più frizzante sul tema della sicurezza, durante il quale chi si riconosceva su posizioni vicine al Carroccio ha incalzato con più decisione la rappresentante del Pd, ma soprattutto il governo del premier democratico Matteo Renzi, accusato di avere la mano troppo leggera con la microcriminalità.

Verso la fine del mini comizio chi scrive ha tentato di porre alcune domande precise alla Moretti. La questione è quella che, rivelata da Vvox, ha fatto il giro dei social media e riguarda, fra le altre, i finanziamenti elargiti dallo studio Altieri, uno dei capisaldi del cosiddetto “sistema Galan”, proprio alla Moretti.

Quest’ultima, sguardo basso e passo veloce, non ha proferito verbo, abbandonando il bar in tutta fretta. A mezza bocca da uno dei membri del suo staff è partita una flebile richiesta per avere le domande in forma scritta, cosa che Vvox ha fatto a stretto giro ieri sera. Poi il gruppetto è sgusciato fino all’uscio, mentre qualche avventore azzardava un saluto: fuori ad attendere la candidata c’era un tempo da cani.

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