No mais ogm, Zaia: vittoria del Veneto

Il Consiglio di Stato blocca il ricorso di Giorgio Fidenato, imprenditore agricolo friulano. Il mais ogm non si può seminare. Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato, ha confermato la decisione del Tar del Lazio. Resta in vigore il divieto di coltivazioni ogm in Italia. La motivazione del no proveniente da Roma si basa sul parere negativo dei ministeri competenti che hanno applicato le normative europee. «Il mantenimento della coltura del mais MON 810 senza adeguate misure di gestione non tutela a sufficienza l’ambiente e la biodiversità», conclude il Consiglio di Stato.

«Non nutrivo grandi speranze. Siamo il Paese della disapplicazione dei trattati europei», commenta l’agricoltore Giorgio Fidenato, originario di Pordenone. «Come sempre ho fatto in passato – ha aggiunto il leader di Agricoltori Federati -, mi rivolgerò alla Corte di Giustizia Europea, l’unica che ha riconosciuto la bontà delle nostre istanze e del nostro operato». Anche Luca Zaia fa sentire la sua voce: «Una sentenza importante per l’agricoltura di qualità, quindi per il Veneto e per i suoi agricoltori». Non da meno l’assessore regionale Franco Manzato: «È un’altra battaglia vinta dall’agricoltura italiana e veneta della biodiversità e della capacità degli imprenditori di affrontare le difficoltà con il coraggio di chi sa fare impresa senza cedere alle lusinghe di quanti vorrebbero dominare il settore».