Banco Popolare, Saviotti si allinea a riforma

«Diventeremo Spa», conferma l’ad del Banco Popolare Pier Francesco Saviotti. La riforma del governo prende piede e Saviotti sembra rassegnato: «Non ci saranno ricorsi», afferma a Nuova Venezia. Una posizione più conciliante rispetto a quella condivisa una decina di giorni fa con una lettera inviata ai dipendenti, e firmata dal presidente Carlo Fratta Pasini, in cui si annunciava l’intenzione di modificare il decreto.

Ospite al convegno Assiom-Forex di Milano, tenutosi il 7 gennaio, Saviotti ha ammesso che il decreto governativo ha causato una reazione inevitabile nell’asse delle popolari: «Una reazione intelligente e moderata, però; nella speranza di chiudere il decreto in maniera utile per tutti». Saviotti, tuttavia, non ha digerito le dichiarazioni di Matteo Renzi, secondo cui le Popolari sono controllate da signorotti locali: «Non penso che sia così», ha replicato secco. Anche Samuele Sorato, direttore generale di BPVi, ha fatto sentire la sua voce: «È bene rinnovare il sistema del credito italiano – ha detto il banchiere – ma è vero anche che l’industria bancaria è stata quella che ha aggregato più di altri settori. Stiamo parlando di un sistema che si è evoluto più di altri».