La Lucarelli: Stacchio non doveva sparare

Volevo dire che io non sto col benzinaio vicentino che ha sparato al rapinatore. Ma non perchè provi particolare pena per il rapinatore. Era un recidivo, girava con un fucile, sapeva a cosa poteva andare incontro, se l’è voluta. Non sto col benzinaio perchè non s’è difeso, non ha agito d’istinto, nessuno stava sparando a nessuno. C’era una rapina in corso. Ce ne sono tante, tutti i giorni. E’ uno schifo, ma gli dai quello che vogliono e vanno via. Se poi non vanno via, ti menano e tu gli spari, fai bene.
Se sparano a qualcuno e gli spari fai bene. Se sei lì e vedi che c’è una rapina chiami la polizia. In questo caso invece il benzinaio è salito in casa, ha preso il suo fucile con cui andava a sparare ai caprioli e s’è messo a sparare (lui). Inutile poi dire che non voleva uccidere. E’ come per il rapinatore: imbracciare il fucile vuol dire esporre se stessi e gli altri a un rischio. Quello di morire e uccidere. Sparare a gente armata (se non sta sparando) vuol dire innescare il far west. Vuol dire che magari io passo di lì con mio figlio a mettere benzina e mi arriva un proiettile. O arriva a mio figlio. Vuol dire che la commessa che volevi difendere rischia la vita più che se lasciassi i rapinatori andar via col bottino.
Io lo so che chi sta dietro a un bancone è esasperato. Lo so che è difficile non aver voglia di sparare a chi ti fa vivere nel terrore. Ma dire “ha fatto bene” vuol dire che il prossimo proiettile può toccare a noi o ai nostri figli. Vuol dire che il prossimo a crepare può essere un disperato con un’arma giocattolo che non ha da dare da mangiare al figlio. Vuol dire legittimare la giustizia fai da te. E la giustizia fai da te non solo non ci difende dai rapinatori (quelli continueranno, di morire lo mettono in conto sempre), ma non ci difende neanche dal nostro vicino di casa, armato di fucile e di buone intenzioni.
Selvaggia Lucarelli (tratto dalla sua bacheca Facebook)

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