Treviso, Goldin: «su di me ingiurie». E querela

Marco Goldin era presente venerdì sera alla riunione del comitato Santa Caterina Bene Comune a Treviso. E non ha apprezzato le dure critiche rivoltegli sulla mostra che dovrebbe essere ospitata dalla pinacoteca. Al punto che potrebbe anche rinunciare. «Mi sono reso conto di persona del clima di fortissima ostilità preconcetta nei miei confronti. La mia dignità viene prima di tutto» spiega in un’intervista al Corriere di Treviso.

«Non mi è sembrata un’assemblea, non c’era dibattito, era piuttosto un processo in cui una parte si arroga il diritto di una visione della cultura autentica, e gli altri sbagliano – continua Goldin – Sono rimasto sconcertato, ho sentito, e avevo letto prima, espressioni molto pesanti». Espressioni del tipo: «”Si ingrassa sulle nostre spalle”, “le mostre di Goldin sono carrozzoni della giostra”, addirittura “Goldin è il marchio dell’infamia”. Su Facebook c’è chi ha scritto “quello che non fanno i barbari lo fa Goldin”, “sceglie le opere a ca…o”, detto da chi dice di difendere la cultura a Treviso. E poi “svuotatore di casse pubbliche” da parte del professor Luca Baldin. Ho già parlato con i miei legali, querelerò per diffamazione».

Interrogato sulle sue intenzioni il curatore e critico d’arte ammette di doversi prendere qualche giorno per riflettere: «un passo indietro posso farlo volentieri, ma di certo non nella direzione da loro chiesta. Semmai, sarà una rinuncia a fare la mostra, in qualsiasi sede (…) È un clima che impedisce di lavorare serenamente».