Italia fasulla a tavola: stop it!

I ristoranti italiani all’estero sono tra i più apprezzati del mondo. Pizzerie, trattorie e locali tipici italiani attirano la popolazione locale più di quelli che offrono la cucina francese o cinese.
Purtroppo nel 60% dei casi la cucina italiana proposta all’estero riproduce malamente quella della madrepatria: quasi la metà dei cuochi che lavorano in questi ristoranti non sono italiani e solo il 9% di questa metà ha frequentato corsi, seminari o workshop dedicati alla cucina del Belpaese.
Sulle tavole dei ristoranti italiani all’estero, dunque, vengono spesso imbandite pietanze che poco o nulla hanno a che fare con la nostra tradizione culinaria. Talvolta, come nel caso degli americanissimi ‘spaghetti meatball‘ (spaghetti alle polpette che dovrebbero ricordare la cucina del nostro Meridione), queste estrose invenzioni culinarie hanno seguito e successo.

Generalmente, tuttavia, ci si limita a scimmiottare le ricette tipiche della penisola, con pizze, tiramisù, lasagne, scaloppine e paste al ragù – questi i piatti più ordinati nei ristoranti italiani del mondo – che vengono internazionalizzati al punto da perdere le loro peculiarità.
Quella dei locali italiani all’estero è una vetrina importantissima per far conoscere e apprezzare la nostra gastronomia oltre i confini nazionali. Sprecarla con preparazioni di dubbio gusto, perlopiù assemblate con prodotti che di italiano hanno ben poco, significa perdere l’opportunità di mostrare quanto di meglio il nostro Paese può offrire. Un appello: cuochi italiani, educate quelli stranieri all’utilizzo degli ingredienti fondamentali della nostra gastronomia (olio extravergine d’oliva, erbe fresche, pasta e riso al dente) e aiutateli ad allenare il gusto con ripetuti assaggi e degustazioni che permettano di affinare il bagaglio sensoriale relativo alla tradizione italiana.