Lega, il duro Fontana: per me Tosi è fuori

Un amico che mastica di politica, non ostile a priori alla Lega Nord ma affetto da atavica ossessione per il fascismo eterno, mi aveva parlato di Lorenzo Fontana come di una specie di fascista. Be’, passate la battuta: se lui è fascista, “io sono nazista” (Carmelo Bene). 34 anni, leghista fin da giovane (padano), cursus honorum classico (da consigliere di circoscrizione nella sua Verona fino all’attuale incarico di parlamentare europeo), laurea in scienze politiche e tifoso dell’Hellas in curva sud, è stato definito da Francesco Merlo su Repubblica il “Kissinger di Salvini”, per prenderne per il culo, col tipico cipiglio sarcastico dei radical chic, la visione eurasiatica (Europa più Russia, anziché Europa agganciata agli Usa) e la svolta lepenista, “sovranista”, neo-nazionalista del Carroccio post-bossiano e post-maroniano. Se interpretiamo bene l’intervista che segue, chiarisce una cosa fondamentale: nella Lega del Veneto non c’è posto per chi, di fatto, non è più leghista. Cioè il sindaco della sua città Flavio Tosi.

Da tosiano a salviniano, si scrive di lei.
No, chiariamo: Salvini non era ancora segretario federale quando, nel gennaio 2012, io già dissi che ero con lui. Aveva il carattere adatto per guidare la Lega, che aveva bisogno di uno con la felpa più che di uno con la giacca.

Ogni riferimento a Bobo Maroni è puramente casuale.
(Sorride). Ho aiutato molto Salvini. Ci conosciamo da quando eravamo Giovani Padani, lui era direttore di Radio Padania e io intervenivo. Sono sempre stato suo grande amico.

Avete elaborato insieme la nuova identità leghista?
Sono stato io a presentargli la Le Pen. Salvini ha capito che a livello europeo bisognava allacciare rapporti con forze identitarie. Il programma per l’Europa lo concepimmo una notte insieme, e per festeggiare brindammo con whisky al miele. Lo scontro oggi non è più fra destra e sinistra, ma fra i mondialisti e i partiti identitari.

Sembra di tornare al Bossi anti-Nato che solidarizza con la Serbia di Milosevic.
La Lega di oggi è più simile a quella, sì.

Quindi abbasso questa Europa. Ma prima o poi dovrete venire a patti col resto del centrodestra, che invece anti-euro non é.
Io questo entusiasmo per l’euro in giro non lo vedo. E per dirla tutta, quando sento parlare di centrodestra metto mano alla fondina. Destra e sinistra sono uguali nel rendere servizio all’Europa delle oligarchie. In tutta Europa il centrodestra perde terreno a favore dei partiti che vengono chiamati “populisti”. Io, se mi dicono populista, non mi offendo.

Ma non vorrà farmi credere davvero che la Lega, per come sono fatte la società e la composizione elettorale italiana, può diventare il Front National del nostro Paese, vero?
Bisognerà far capire che destra e sinistra sono il passato, anche qui. Con il Pd che fa da centro pro-Ue.

I sondaggi vi danno il vento in poppa, ma hai voglia ad arrivare al 25% della Le Pen.
Ci danno al 13/14%, assieme a Fratelli d’Italia e altre forze possiamo arrivare al 20%.

E Forza Italia?
E’ destinata a scomparire. Che differenza c’è fra Renzi e Berlusconi? Hanno lo stesso modello di società. Che modello di società ha Passera?

Alt: citando Corrado Passera, l’ex banchiere “sceso in campo”, come si dice, non posso non chiederle della minaccia di uno che gli è molto vicino: Flavio Tosi.
Tosi è troppo distante da Salvini. E’ stato lui a cambiare, andando sempre più verso il centro.

Ma l’Italia, per fortuna o purtroppo, è un Paese moderato, compromissorio per vocazione antropologica.
Stare al centro oggi significa non esser capaci di mobilitare l’elettorato, anzitutto i tuoi. Guardate cos’è successo alle regionali in Emilia: molti del Pd e del centrodestra sono rimasti a casa.

Il Veneto è una delle regione più moderate.
Io di moderati non ne vedo tanti.

Tosi ha minacciato di correre contro Zaia: siamo ormai agli stracci in pubblico.
Che ci sia una divaricazione fra lui e la Lega è indubbio. Nella stessa Verona la Lega si sente poco. Penso che quando le cose stanno così, uno debba trarne le conseguenze.

Da fuori pare solo una lotta di potere, per quanti e quali uomini di Tosi mettere nelle liste. State dando un pessimo spettacolo.
Non nego questo aspetto, ma dico anche: che società ha in mente Tosi? Su euro, immigrazione e famiglia non condivide nulla della Lega di Salvini. Il nostro modello è la politica che si riprende il primato sull’economia, fondata sulle piccole e medie imprese contro la schiavitù delle multinazionali e delle banche.