Lirico Arena, esposto fa tremare Verona

Dire opera lirica in Italia, almeno in termini di numeri, fa rima con Arena di Verona. E per il sovrintendente dell’ente lirico più importante del Veneto, Francesco Girondini, le nubi nere stanno arrivando proprio dai numeri. Ci sono quelli relativi alle presenze che toccavano quota 486.000 nel 2008, poi collassate a 440.000 nel 2012, poi risalite un pochino a 476.000 nel 2013: il tutto secondo i dati forniti l’anno passato da una inchiesta pubblicata da Classic Voice che cifre alla mano dimostrava che nonostante la crisi della seconda metà dei Duemila alcuni enti come quello degli arcirivali e cugini veneziani, avevano fatto assai meglio. In laguna infatti La Fenice, tanto per dirne una, aveva strappato un lusinghiero +31% sfiorando quota 100mila.

Ma ancora peggiore è il bollettino meteo del bilancio. I critici di Girondini parlano di conti traballanti e di rapporti poco chiari con la controllata Arena extra. In realtà le prime avvisaglie c’erano già state nel 2010. La procura scaligera si era mossa per presunte irregolarità nei libri della fondazione lirica. All’epoca però tutto finì archiviato. Poi è stata la volta del Partito democratico che il 30 aprile 2012 con l’ausilio di Lorenzo Picotti, ordinario di diritto penale a Verona, si era presentato in Procura presentando un dettagliato esposto sulle presunte irregolarità nella contabilità tra l’ente Arena e Arena extra. La mossa dei Democratici, che in consiglio comunale a Verona sono all’opposizione, era stata anticipata da un martellamento senza sosta sul piano politico da parte del consigliere regionale dell’Udc Stefano Valdegamberi.

Passati due anni però le acque si sono addirittura intorbidite. Il 28 ottobre 2014 sul tavolo del segretario comunale Cristina Pratizzoli è giunto un articolato dossier sotto forma di esposto anonimo indirizzato, almeno è quanto si legge in calce, tra gli altri, al sindaco leghista Flavio Tosi, al procuratore della repubblica Mario Giulio Schinaia nonché al presidente della Regione Veneto Luca Zaia (Lega Nord), oggi impegnato in uno scontro di potere senza pari proprio con Tosi.

E così quelle carte hanno cominciato a far tremare i polsi della Verona che conta, anche perché a breve si dovrà designare l’erede di Girondini, il quale per di più è uomo vicinissimo a Tosi.  Che deve affrontare la magagna dello sbilancio dei conti della fondazione con Verona extra, una sua controllata al centro di polemiche al vetriolo. Non a caso l’esposto accende i fanali sul trasferimento del ramo d’attività proprio dall’ente lirico verso una società, Arena extra. Secondo il redattore anonimo si tratterebbe di una partita di giro che oltre a non garantire alcun equilibrio finanziario metterebbe in campo alcune spericolate azioni da codice penale. Lo stesso Girondini in quelle pagine viene accusato di avere de facto occultato lo stato di crisi che incombe sull’ente da lui guidato.

Tant’è che tra le colonne di Palazzo Barbieri, la casa municipale, ha cominciato a serpeggiare del malumore anche perché quell’esposto è immediatamente diventato un documento ufficiale che porta il protocollo 0296158 del 28-10-2014, tanto che nei corridoi di Piazza Bra si è diffusa la voce che l’estensore o gli estensori siano dipendenti comunali o della fondazione. Il che peraltro è suffragato da un brano del carteggio approdato in comune che si commenta da solo: «Ci vediamo costretti a redigere questo esposto in forma anonima in quanto la quotidiana frequentazione della dirigenza fa temere agli scriventi inevitabili ritorsioni».

Parole pesantissime che potrebbero indurre la Procura ad esplorare anche altre fattispecie di reato, sempre che, come si vocifera, gli uffici giudiziari, pur con prudenza, si siano già mossi. L’esposto (che Vvox.it pubblica per la prima volta in forma integrale) per di più prende di mira la figura di Girondini per un presunto conflitto di interessi dovuto alla figura apicale rivestita sia in fondazione che in Arena extra: punto fondamentale di questo rilievo è una sorta di bonus «da 50.000 euro» che il numero uno della fondazione avrebbe percepito per avere raggiunto, quantomeno sul piano formale, il pareggio nei conti della fondazione medesima. E ancora nella seconda parte del documento si tinteggia lo stato patrimoniale dell’ente lirico in maniera ancora più fosca. Si parla di gravi sofferenze nel bilancio e di poste di bilancio campate per aria.

Il riverbero politico nei confronti di Tosi è stato immediato. Oltre tutto il primo cittadino è stato nuovamente messo a dura prova da una serie di inchieste giornalistiche, in primis da parte de l’Espresso e de Il Fatto, che hanno accentuato il senso di frustrazione dei suoi fedelissimi. Tanto che sul tappeto si è materializzato un quesito di non poco conto. Tutti questi avvenimenti avranno una ripercussione, quantomeno indiretta, sulla scelta del nuovo soprintendente della fondazione? Non bisogna dimenticare che l’esposto giunto in Piazza Bra sarebbe finito anche al Ministero dei beni culturali, che ha una importante voce in capitolo in merito ai finanziamenti concessi al lirico scaligero.