Primi piatti veloci e speedy secondi:il fast lunch

C’è chi se la cava sbocconcellando cracker, grissini e un frutto davanti al pc. Poi ci sono quelli che proprio staccano del tutto: tornano a casa, cucinano e a volte fanno pure in tempo a schiacciarsi un pisolino. E, infine, c’è il popolo che sta in mezzo. Quelli che la pausa pranzo è un peregrinare tra panini imbottiti, minestre riscaldate al microonde in ufficio e avanzi della sera prima. Sono quelli, per intenderci, che un primo piatto veloce lo gusterebbero volentieri. O magari un secondo speedy. O un’ insalatona che non sia semplice radicchio e tonno. Soprattutto per venire incontro alle esigenze di questi lavoratori, che non vogliono digiunare ma che non possono nemmeno tornare a casa, molti locali hanno introdotto il “fast lunch”, il pranzo che, in meno di un’ora, ti consente di mangiare prodotti di qualità a prezzi contenuti.

Per gli amanti dei sapori tradizionali l’alternativa del primo piatto veloce e del secondo leggero ma di sostanza è proprio quella più apprezzata: ristoranti come il Dimitri Restaurant offrono la possibilità di gustare piatti conosciuti rivisitati con un tocco giovane e moderno in un ambiente accogliente. Anche gli hamburger gourmet sono molto ricercati: in un piatto unico si concentrano carni pregiate, pane di giornata, onion rings appena fritti, per un boccone prelibato che non pesa sul portafogli. Tra i vegetariani, invece, spopolano le verdure al vapore con salse leggere e legumi.

Che si lavori nella grande città o nel capoluogo di provincia, insomma, la possibilità di staccare la spina a metà giornata godendo di un pasto gustoso e, possibilmente, light non è più un miraggio. Finiti i tempi delle trattorie a menù fisso (nel senso di identico a se stesso per tutta la settimana), oggi il cliente della pausa pranzo cerca freschezza, stagionalità e creatività. Anche perché un buon fast lunch permette pure, nel caso di pranzi con clienti o fornitori, di fare bella figura senza trattenersi al tavolo più del necessario.