Veneto Banca e BpVi, incognite future

Dopo la bocciatura dei requisiti minimi richiesti dalla Bce a Veneto Banca, Banca Popolare Vicenza prende tempo prima di pubblicare gli indici di capitale al 31 dicembre 2014. Un nuovo parere negativo da Francoforte sembra in vista. E allora la situazione delle popolari venete potrebbe subire una nuova piega.

Il presidente di Veneto Banca Favotto, tuttavia, tende a smorzare i toni ed esclude un aumento di capitale: 200 milioni dovrebbero infatti entrare nelle casse della banca direttamente dalla vendita dell’Istituto centrale delle popolari, di cui Montebelluna detiene circa il 10%. Più complicata la situazione sul fronte dirigenziale, con il dg Vincenzo Consoli pronto a lasciare il suo incarico in anticipo rispetto alla fine del contratto (aprile 2016). Su di lui pende l’indagine per aggiotaggio a Treviso e quella per ostacolo alla vigilanza a Roma.

Ad aggravare la situazione di Veneto Banca, la valutazione di Standard&Poor’s che ha deciso di mettere sotto osservazione il già basso rating dell’istituto (attualmente BB-). Secondo l’istituto di valutazione americano, le potenziali conseguenze delle indagini, come pure certe prassi nei prestiti, «potrebbero indebolire il profilo di credito di Veneto Banca, in particolare attraverso un rischio reputazionale».