Padova, prostitute: ribellatevi a multe

Pia Covre, fondatrice del Comitato per i diritti civili delle prostitute e attivista nella lotta alla violenza sulle donne, ha lanciato un appello ad impugnare l’ordinanza del sindaco di Padova Massimo Bitonci che prevede multe per i clienti delle lucciole. Alcuni avvocati hanno sollevato infatti dubbi di legittimità su alcuni punti del provvedimento, quali ad esempio la prevista confisca del guadagno, illegittima  in quanto presume il sequestro del “corpo del reato”, sottintendendo, erroneamente, che la prostituzione sia reato, ed il divieto di prostituzione su tutte le strade del territorio comunale.

«Queste ordinanze sono ridicole e inapplicabili» sostiene Mariangela Treppete, sociologa dell’università di Padova, che ha collaborato con il Comitato per i diritti civili delle prostitute nell’esperienza della zonizzazione di Mestre: «Questo perché vengono redatte a tavolino e, nei fatti, risultano scollate dalla realtà» spiega Treppete al Mattino. «La verità – conclude – è che il problema viene affrontato in modo scombinato, lasciando spazio a sparate di tipo politico. In qualunque settore, quando si fa una legge, la prima regola è coinvolgere gli attori principali, a partire da associazioni e comitati per i diritti civili, ma per farlo è necessario agire senza pregiudizi».