Bracconaggio sul Po: «disastro ambientale»

Braconaggio incontrollato sulle rive del Po. «E’ un disastro ambientale in piena regola – dice il presidente della provincia Marco Trombini alla Voce di Rovigo – che non riguarda soltanto il Po ma che si espande anche ai canali secondari e di scolo». Lungo gli argini, dalle parti di Cavanella Po, frazione di Adria sulla sponda del grande fiume, ci sarebbe infatti la centrale operativa delle bande organizzate che stoccano grandi quantità di carpe, cefali e breme e siluri in container caricati per tir che ogni due o tre giorni trasportano il pesce nei mercati dell’Europa Orientale.

Rovigo sarebbe quindi al centro di un’area di bracconaggio che si estende a Mantova e Ferrara e inizia a interessare il Veronese. «Finché non diventerà un reato penale, ma resterà semplicemente amministrativo, non riusciremo a fermarli -continua Trombini – questa gente non teme le multe. Il giro d’affari permette di ripagarle: l’unico modo per contrastarli è sequestrare le imbarcazioni e gli strumenti per la pesca, e revocare le licenze in caso di recidiva», dice ancora il numero uno di palazzo Celio.