Elezioni Venezia, Casson o partitocrazia?

Per Venezia si apre una settimana cruciale. Domenica prossima, 15 marzo, si elegge con le primarie il candidato sindaco del Pd, che verosimilmente a maggio si istallerà a Ca’ Farsetti. La scelta è di quelle secche, benché i candidati siano tre: Felice Casson oppure l’Apparato. L’Apparato significa la continuità con il peggio che il Pd di Venezia ha saputo offrire nell’ultimo periodo, culminato con la galera per il sindaco Orsoni, in un’inchiesta che ha scoperchiato il verminaio corruttivo veneto di cui il “Mose” e l’ex governatore Galan restano imperituri termini di riferimento.

Felice Casson rappresenta l’alternativa di legalità, di riscatto e di rilancio della città. Che è, subito dopo Roma, la città simbolo dell’intera Italia nel mondo, malgrado gli iscritti alle liste elettorali siano poco più di 200 mila e gli elettori effettivi molti di meno. Sempre di meno, anzi, se la speranza di un rinnovamento vero non prende corpo. A Venezia questo rinnovamento non può certo essere rappresentato dalla Lega, versione Salvini o Zaia o Tosi che si preferisca, che imbratterebbero irrimediabilmente l’immagine di Venezia nel mondo. E non può essere il Movimento 5 stelle, che se in tutto il paese ha variamente e sistematicamente dissipato il potenziale di azione politica efficace che milioni di elettori gli avevano affidati, nell’elezione per il sindaco di Venezia, dove si vota col sistema maggioritario a due turni, è assolutamente fuori gioco.

Il destino di Venezia si gioca insomma con le primarie del Pd di domenica prossima. Ecco perché MicroMega invita tutti i suoi lettori e amici a impegnarsi in ogni modo perché un barlume di speranza si riaccenda, che dalla città Serenissima possa poi allargarsi al resto dell’Italia: la speranza della legalità contro la devastazione corruttiva bipartisan, la speranza che ecologia e cultura, l’Italia del bello, non continuino ad essere assoggettati alla mera logica del mercimonio, dei palazzinari e degli armatori di crociere, la speranza…

Inutile continuare: tutti sanno quanto si possa fare in ambito locale per rendere civile la vita amministrativa e politica, la vita pubblica, questo bene comune per definizione, oggi immiserita a inverecondia, spreco, latrocinio, dalle bande dei politici di apparato, che fa rima con appaltato. A Venezia questa speranza si chiama domenica prossima Felice Casson. Il resto è masochismo.

Paolo Flores d’Arcais
“Venezia, una settimana cruciale: Felice Casson o l’Apparato partitocratico?”
MicroMega

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