Prosecco “tarocco” spopola in Russia

Secondo un recente rapporto di Coldiretti sta prendendo sempre più piede nei mercati dell’Est il Prosecco, ma non quello Docg prodotto a Conegliano o Valdobbiadene, e nemmeno una versione Doc prodotta in Veneto o in Friuli.  Complice l’embargo internazionale alla Russia il vino che scala le classifiche di vendita è interamente prodotto in Crimea, dove il vino italiano più esportato al mondo se lo fanno in casa, in perfetto «Stile Italiano» e sigillato con adesivo bianco rosso e verde.

Sistema Prosecco, agenzia che vigila sul consorzio per evitare contraffazioni di marchi e denominazioni dello spumante, è stata incaricata di approfondire la questione, ma il reale volume d’affari generato dalle imitazioni  non è ancora in grado di essere stimato con precisione. Inoltre come spiega al Corriere del Veneto il responsabile dell’ufficio repressione frodi di Conegliano . «La denominazione è protetta solo all’interno dell’ Ue» e l’assenza di precisi accordi bilaterali rischia di non permettere la perseguibilità della produzione russa.

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