«Vicenza, parcheggiare è un inferno»

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Adriano Verlato sulla situazione dei parcheggi a Vicenza.

Nella nostra città i problemi politico-amministrativi non mancano, ma ci sono anche tanti altri disagi che interessano  i cittadini. Eccone alcuni: i posti blù, parcheggi in carreggiata stradale, situazione delle strade e marciapiedi, posti gialli non sempre logici, costo dei parcheggi, velocità dei veicoli in città, inquinamento atmosferico e acustico,e striscie pedonali. Non sono tutti, ma per oggi, può bastare.

Incominciamo con la diatriba dei parcheggi in blù senza multa. La spiegazione che vengono multati solo quelli che superano l’indicazione temporale fissata in tabella (2 ore) è corretta. Né il GdV né gli addetti spiegano, tuttavia, perché non si paga lo sforamento di quanto prefissato in biglietto. La norma dice, infatti che chi sfora non è sanzionabile, ma tenuto, comunque a pagare il tempo tra il prenotato e il consumato. Non mi pare che i vigili di san Rocco abbiano operato in tal senso. Faccio un esempio. Se inserisco monete per un’ora e al controllo risulta che io ho già superato le due ore, sempre che non vi sia quel limite prefissato di due ore, dovrò pagare per il tempo eccedente quello da me prenotato. Se invece supero il limite, dove previsto, allora sarò sanzionabile.

Sui parcheggi a pagamento voglio aggiungere un’altra cosa . Sono cari e tutti se ne lamentano anche perché il codice prevede che accanto ai posti blù ce ne dovrebbero essere anche di bianchi, gratuiti. Fanno eccezione alcune zone di particolare pregio. Il fatto è che, anche in siti non di pregio, quelli bianchi sono rari. Le necessità del Comune di fare cassa sono note, tuttavia est modus in rebus.

Il codice della strada prevede che non si possano dislocare parcheggi sulla carreggiata stradale. Quando uscì la cosa, il nostro Comune , che aveva abbondantemente violato questa prescrizione, la risolse in modo alquanto rozzo. Fece tracciare righe tratteggiate che, laddove c’era una parte del posto blù in carreggiata, restringevano la stessa a fisarmonica secondo necessità. E evidente a tutti che è una soluzione ridicola e nel contempo pericolosa. Immaginate un posto come corso san Felice, con posti blù che occupano almeno un metro di strada, aggiungeteci quelli che stazionano sul marciapiede abusivamente e pensate ai due flussi di traffico, molto spesso con bus e autobus, e ditemi dove si rifugia un povero ciclista. Dimenticavo di segnalarvi che lo spericolato  individuo sulle due ruote, deve stare almeno a mezzo metro dalle vetture parcheggiate per evitare che gli inquilini delle quattro ruote aprendo inopinatamente lo sportello ti ci facciano sbattere contro ( tre volte a chi scrive).

Ultimamente anche i posti gialli, per residenti, sono aumentati e, in certi casi , è pure un bene. Sorprendono, però, alcune decisioni incomprensibili. Ne dirò una: il viale che porta in contrà della Piarda ( dove ci sono due scuole e una palestra), ha visto la trasformazione dei posti blù in posti gialli. Lì, non ci sono residenti e , scuole e palestra, hanno ampi parcheggi dedicati. E allora?

C’è un altro argomento estremamente delicato: i passaggi pedonali. Nonostante le sanzioni severe per chi non rispetta le precedenze, gran parte  degli automobiliti passa anche quando il pedone è a metà percorso. Se un automobilista educato si ferma, ce n’è un altro , a fianco macchina, che passa mettendo in serio pericolo l’incolumità e talvolta investendo il povero attraversatore. E cosa di ogni giorno. Credo che il Comune, attraversi i vigili ( nomen non omen) dovrebbe fare qualche cosa. E un suo dovere. Pensavo ai bambini che hanno dei giocattoli con il laser e quindi tale marchingegno non dovrebbe costare molto. Non si potrebbe studiare una colonnina ai due lati delle zebre che premendo il bottone emettesse un raggio rosso che attraversa la strada? Non sarebbe un ostacolo materiale, ma psicologicamente avrebbe un buon effetto. Se poi si unisse al raggio la conseguenza che chi lo attraversa indebitamente, riceve a casa un pesante multa, si potrebbe unire l’utile alle necessità di cassa.

Ieri hanno ucciso un ciclista in rotatoria. Non è evento raro. Perché non segnalare in modo semplice e chiaro a tutti gli utilizzatori dei rondò come ci si comporta all’interno degli stessi? E SE PROPRIO LA GENTE NON VUOLE ADEGUARSI, PERCHE NON METTERE UN VIGILE IN OGNI SITUAZIONE DI TAL TIPO? Non ricordate più che una volta , ai semafori, c’era quasi sempre un vigile?

Ogni tanto sui giornali si parla di tenere in città una velocità entro i 30 Km ora. Sarebbe cosa buona e opportuna. Andando più veloci non si guadagna granché di tempo, a meno che non avessimo applicato il piano Retis vera e unica soluzione per un piano cittadino del traffico, e si provocano incidenti di varia entità.

Chiudo con un’ultima riflessione sull’inquinamento acustico, ma soprattutto atmosferico. E vero, fermare il traffico per una giornata serve a poco. I dati l’hanno confermato. Si dovrebbe fare un lavoro in équipe con tutti i Comuni della provincia, meglio se della Regione, ma poiché l’impresa è difficile, ed essendo  il problema di grande urgenza, sarei per una azione drastica di almeno una settimana. Ci sono autobus, biciclette e le nostre gambe. Si potrebbe fare e, alla fine, avremmo dei dati più probanti. Dimenticavo di dire che il divieto dovrebbe essere per tutte le 24 ore .Non sono matto. Voglio solo bene ai miei concittadini e, naturalmente, a me stesso.

Adriano Verlato

Tags: , ,

Leggi anche questo