Stacchio libero (dagli sciacalli)!

E lasciatelo in pace, povero Stacchio. Lo scrivevamo ieri lo scriviamo adesso. Dopo settimane di canea strumentalizzatrice, oggi ancora un’altra manifestazione, a Vicenza, e questa volta pure col ricandidato governatore leghista Luca Zaia. Campagna elettorale pura (sebbene, fra Forza Nuova e Fratelli d’Italia, si volesse farla passare, comprensibilmente dal loro punto di vista, come apartitica).

Lo ha ripetuto in tutte le salse, il benzinaio di Ponte di Nanto: non usate il mio caso per generalizzarlo a modello, non si deve sparare per le strade. Ma niente, certa destra non imparerà mai. Come la sinistra è affetta da boldrinismo acuto sull’immigrazione (migranti über alles), la destra ha il mito di John Wayne sulla sicurezza. Non che ora l’autodifesa non sia un diritto (l’inviolabilità delle persone o delle cose care si fonda in ultima analisi, assente ogni altra alternativa, sull’individuo responsabile che sa difendersi), ma da qui a rendere un diritto il fucile libero, ce ne passa.

Evviva Stacchio, abbasso chi si tappezza di Stacchio felpe, magliette, mani, braccia e facce tonde e ovali somiglianti molto a qualcos’altro. Perciò benissimo ha fatto l’Ale Moretti del Pd a non voler partecipare alla sagra odierna del grilletto facile, troppo facile (quando non lo si usa in prima persona). Se vuole parlare di armi e affini, la destra dovrebbe scatenare il fuoco contro i personaggi in totale malafede che ieri, sempre a Vicenza, in un convegno intitolato “Per una cultura di pace nella sicurezza” organizzato dall’associazione filo-americana “11 settembre” (Ubaldo Alifuoco, che è del Pd), piagnucolavano dell’ “utopia” di un esercito europeo. Anche un bambino di cinque anni arriva a capire che l’Europa non può essere armata finché esiste la Nato e fino a quando è colonizzata, con apposita ragnatela di basi militari di guardia, dall’esercito Usa. La destra che si riempie la bocca di patria, sicurezza e fettuccine non ha una t-shirt con scritto “indipendenza europea”? No, eh?