Venezia, Casson: io contro i Poteri Forti

Mentre l’arena politica veneta è occupata quasi interamente dalla disfida interna alla Lega fra il governatore Luca Zaia e il fuoriuscito Flavio Tosi, un appuntamento importante si profila all’orizzonte. È quello delle primarie  del centrosinistra per scegliere il sindaco di Venezia. Si vota domenica 15 marzo, giorno di San Zaccaria, e la situazione non è semplice perché il collasso anticipato proprio della giunta di centrosinistra sulla scorta dell’affaire Mose ha lasciato il segno. Anche se un segno che ha intaccato maggiormente il centrodestra, visto il colpo inferto dagli scandali al cosiddetto sistema Galan-Sartori. Tre i competitor: il renziano rampante Jacopo Molina, il giornalista Nicola Pellicani, vicinissimo all’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano e considerato il cavallo prescelto dall’establishment Pd; ed in ultimo il senatore democratico di area, più o meno, civatiana, Felice Casson, che in laguna incarna la tradizione progressista. Con cui abbiamo fatto una chiacchierata “esplorativa”.

Dopo la caduta dell’ex sindaco Giorgio Orsoni Venezia è stata commissariata. E la mancanza di una leadership scaturita dal voto popolare «ha fatto sì che le istanze dei poteri forti venissero propugnate senza che ci fosse un confronto con una amministrazione uscita dalle urne» spiega Casson. Tanto che a Venezia, città che ha dato i natali a molti termini amministrativo-politici come ballottaggio o giunta, quando si parla di poteri forti ci sono tre nomi che si materializzano in riva al Canal Grande. Sono quelli di Giuliano Segre, eminenza grigia della fondazione bancaria Venezia, Enrico Marchi, numero uno della società aeroportuale, nonché ex perno finanziario del sistema Galan, e per ultimo ma non da ultimo, il potentissimo Paolo Costa, ex sindaco Pd nonché dominus magnus dell’autorità portuale.

A proposito di progetti che starebbero prepotentemente andando avanti senza il contraltare di un consiglio comunale eletto dal popolo, Casson va giù piatto e punta l’indice contro uno degli argomenti clou della campagna, quello delle grandi navi: «Siamo contrari all’idea di scavare il canale Contorta come via d’acqua per i super vascelli. Si porta un braccio di mare in laguna con conseguenze nefaste prevedibili. Si può salvaguardare la crocieristica aumentando i posti di lavoro puntando ad un percorso fuori dalla laguna».

Ogni riferimento a Costa, sostenitore della soluzione Contorta, è puramente voluto. Ma la netta posizione assunta da Casson finisce per scontrarsi con quella di un altro big della società civile veneziana: ovvero Cesare De Michelis, che dalle colonne de Il fotografo aveva bollato come catastrofisti e sostenitori di una opzione senza basi tecniche i critici della autorità portuale. Ribatte Casson: «Sono i pareri ministeriali a dare una valutazione non positiva di quella soluzione, chi sostiene il contrario fa disinformazione». Ad ogni modo le questioni bollenti non mancano: dagli strascichi del caso Mose, alla presenza mafiosa al Tronchetto, alla querelle sul presunto inquinamento presente sotto alcune aree di parcheggio all’aeroporto di Tesséra, per arrivare al porto off shore. Da sempre il capoluogo veneziano è al centro di interessi, grandi opere pubbliche, grandi commesse che a livello nazionale pesano e come determinando cordate di potere, schieramenti finanziari nonché rendite di posizione.

Il Casson-pensiero però si misura anche sulla questione sicurezza, «in special modo sulla terraferma, Mestre in primis, nonché sullo stallo economico» che in questo momento patiscono Mestre e Marghera. Il senatore spiega che «occorre portare aria nuova in municipio». I principali oggetti della sua attenzione sono in primis «le società partecipate» nonché le figure di vertice «della macchina amministrativa comunale». E poi i problemi creati dal turismo di massa, fino al malcontento nelle periferie per gli effetti della crisi. Si tratta di parole d’ordine molto precise che però non hanno convinto tutti sul versante del centrosinistra. Tra questi c’è Massimo Cacciari, sponsor di Pellicani.

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