Mose e Tav, arrestato Incalza

Ercole Incalza, storico dirigente del ministero dei Lavori pubblici, è stato arrestato su richiesta della procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione illecita degli appalti delle cosiddette Grandi opere. Con lui persone sono finiti in carcere, l’mprenditore Stefano Perotti, il presidente di Centostazioni spa (Gruppo Fs) Francesco Cavallo e Sandro Pacella, collaboratore di Incalza, mentre sono una cinquantina gli indagati, tra cui alcuni politici, a cui vengono contestati i reati di corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti ed altri delitti contro la Pubblica amministrazione.

L’inchiesta è partita dagli appalti per l’Alta velocità nel nodo fiorentino e sa lì si è in seguito allargata a tutte le più importanti tratte dell’Alta velocità del centro-nord Italia e a una lunga serie di appalti relativi ad altri Grandi Opere, compresi alcuni relativi all’Expo. Nella sua trentennale carriera, cominciata nel 2001 e proseguita sotto tutti i governi che si sono succeduti da allora, Incalza è stato indagato ben 14 volte, uscendone però sempre indenne. Secondo gli inquirenti, tutte le principali Grandi opere sarebbero state oggetto di un «articolato sistema corruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, società aggiudicatarie degli appalti ed imprese esecutrici dei lavori».