Padova, “Irlanda in festa”: lavoratori sfruttati?

È stata diffusa ieri sul web una lettera anonima in cui si attaccava duramente «Irlanda in festa», l’evento che per il terzo anno consecutivo, si è svolto nell’area del Gran Teatro Geox a Padova. La rassegna, che è direttamente organizzata da Zed, ma gode del patrocinio del Comune, della Provincia, della Regione e dell’Esu, deve ancora concludersi, ma la lettera è già rimbalzata con frequenza sui social network.

«Dopo una selezione avvenuta sulla base dell’aspetto fisico – si legge nella lettera – siamo state umiliate e trattate come bambole da alcuni capi. Di fatto, non siamo assunte, lavoriamo qui sulla parola e verremo pagate in voucher . Dobbiamo spesso cambiare mansione per sopperire alla scarsità di organico – prosegue il testo – Siamo state bariste, grigliatrici, cameriere, hostess e manovali. I turni dovevano essere di 8 ore, ma ne abbiamo lavorate anche 13. In tutto questo, non è ancora chiaro quanto ci pagheranno. Per questo – conclude la missiva – chiediamo agli artisti che suoneranno sul palco di leggere al pubblico questa lettera, che svela un aspetto nascosto di questo evento».

«Si tratta di un falso clamoroso – replica invece Diego Zabeo, patron di Zed, sul Corriere del Veneto – Queste persone non esistono. E la lettera è stata diffusa da qualcuno che ci vuole male e che, magari, è invidioso del nostro successo. Comunque, chi lavora per noi, compresi quelli di “Irlanda in festa”, è inquadrato nel rispetto di tutte le norme giuslavoristiche vigenti per quanto riguarda il trattamento economico, la sicurezza e gli orari».

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