Scherma, Venezia sfila i campioni a Vicenza

Era la fine del febbraio 2015 quando il vicentino Alvise Dal Santo saliva sul podio più alto del continente. Primo posto agli europei di scherma in Croazia, categoria cadetti. Passavano pochi giorni e sempre Dal Santo conquistava un secondo oro, quello a squadre: un rush iridato reso possibile anche da un altro vicentino, Sebastiano Bicego. A leggerla così parrebbe una bella storia vicentina. Ma invece i festeggiamenti, quelli veri, si sono tenuti a Venezia. A Mestre per la precisione, perché i due giovani atleti junior pur residenti in terra berica hanno in tasca la tessera del circolo mestrino Livio Di Rosa.

Così la vittoria ha riaperto una ferita fra gli appassionati di spada, sciabola e fioretto in terra berica. Una ferita apertasi lo scorso anno quando i genitori di una dozzina di enfants prodiges cresciuti sotto l’occhio attento del maestro veneziano Michele Venturini, uno dei più stimati nel Paese nel ramo giovanile, avevano avviato una trattativa con i vertici del Circolo della spada di Vicenza, un’istituzione nel settore, fatta di glorie e titoli, nata negli anni Venti del secolo scorso. I genitori, con la finalità di una maggiore condivisione delle scelte in tema di gestione e di obiettivi, chiedevano in sostanza l’ingresso di una loro rappresentanza in seno al consiglio di amministrazione presieduto da Matteo Salin (ex presidente della sezione servizi innovativi di Confindustria Vicenza, noto per avere presieduto la compagnia Voli Regionali finita nelle secche dell’affaire Aeroporti Vicentini). Consiglio che per tutta risposta ha sbarrato la strada alle istanze partite dal basso e non ha nemmeno rinnovato il contratto a Michele Venturini.

Per i non addetti ai lavori la figura del maestro nella scherma è una figura chiave. L’Italia vanta una tradizione tra le migliori al mondo proprio per la qualità dei suoi maestri che stabiliscono con gli atleti un legame, umano prima che tecnico, sin da quando questi sono poco più che bambini e che in molti casi si protrae sino a fine carriera. Ed è proprio per non spezzare questo legame che la covata dei campioncini cresciuti nella palestra di via Riello (in foto), si è trasferita armi e bagagli a Mestre dove ha ricominciato a lavorare mietendo successi e fama. Specie sui quotidiani del capoluogo regionale, che hanno immediatamente riconsegnato una cittadinanza onoraria veneziana ad atleti che vivono tuttora nella città del Palladio.

Salin, oggetto di critiche al vetriolo da parte dei genitori dei ragazzi più promettenti, si era difeso sul Gdv del 16 marzo 2014 a pagina 53 sottolineando il fatto che il maestro Venturini «non può far parte del progetto che abbiamo disegnato per far crescere il circolo. Vogliamo – precisava ancora il presidente – che la scherma nella nostra città sia per tutti e non solo per pochi, i più bravi…». Parole che hanno indispettito alcuni atleti, non solo i genitori, anche alla luce della nuova presa di posizione di Salin apparsa, sempre sul GdV il 19 febbraio 2015 a pagina 54, quando il presidente ha fatto sapere che nel 2014 «solo scelte tecniche, hanno portato al cambio di uno dei maestri della sala»: dove per cambio si intende il mancato rinnovo al quotatissimo Venturini. Scelte tecniche poco comprese dai genitori i quali faticano ancora oggi a capire i motivi reali dell’allontanamento di un «vincente» come Venturini. Anche perché, questa è un’altra convinzione maturata fra i genitori, la scelta di allargare la platea dei praticanti a scapito di una maggiore attenzione sull’agonismo, sempre che le cose stiano così, è una scelta prettamente strategica, non tecnica, ovvero pertinente alla politica societaria, in senso lato, dei vertici.

Così nel frattempo tra gli atleti e i genitori si sono moltiplicate le perplessità. Soprattutto alla luce dei prossimi Europei di scherma under 23 che dovrebbero vedere la luce a Vicenza dal 22 al 26 aprile. La brochure inserita nel sito web del club berico con tanto di spazi in vendita per gli sponsor ha indispettito i puristi dello spirito decoubertiniano della disciplina, e ha instillato in alcuni il dubbi circa il fatto che Venturini sia stato lasciato andare via, e soprattutto che la chiusura del cda ad un maggiore coinvolgimento dei genitori non ci sia stata proprio, perché qualcuno ai piani alti del circolo avrebbe voluto “mano libera” nella gestione del contorno dell’appuntamento europeo, nel cui comitato organizzativo figurano due persone ben addentro all’establishment cittadino e con buone entrature in giunta comunale (specie con l’assessore allo sport Umberto Nicolai).

Sono lo stesso Salin e Luca Milocco, figura di spicco della Federazione pallavolo di Vicenza, la Fipav e del portale Sport.vi.it. Quest’ultimo, presente anche su Facebook, è al centro di diverse iniziative riferibili alla galassia del Comune di Vicenza, ma il sito web del medesimo portale è privo di ogni riferimento: indirizzi, partita iva, sedi fisiche e altro. Cosa che nelle settimane passate ha fatto storcere il naso ad alcuni funzionari del comune berico.

Ma per tarare il peso “politico” del campionato occorre passare ai raggi X i soggetti patrocinanti che sono comune di Vicenza, Regione Veneto, Confindustria Vicenza e Camera di commercio di Vicenza; mentre tra i «main sponsor» figurano fra gli altri la municipalizzata berica Aim, Veneto Banca e lo studio di consulenza fiscale Adacta. Ed è sulle prospettive di Salin che si sono nuovamente materializzati i dubbi dei genitori. Se è vero che quest’ultimo vuole concentrare le sue energie su una scherma aperta a tutti (in uno sport che è molto di nicchia per sua stessa natura) perché al contempo punta su un europeo che è per definizione dedicato agli agonisti? Ma anche sull’europeo under 23 sono in molti a nutrire perplessità.

Sebbene sulla brochure stia scritto che si tratta del «campionato di scherma più importante e più seguito al mondo», chi gareggia sa bene che a quell’età gli atleti di valore assoluto hanno già preso il volo verso le squadre nazionali di primo livello, pronti a disputarsi mondiali e olimpiadi. L’under 23 in questo contesto ha un po’ il sapore della “coppa del nonno”, in cui si affrontano schermidori di seconda fila. Il tutto avviene mentre al circolo Livio Di Rosa a Mestre si accumulano le medaglie vinte dagli atleti vicentini, che in un colpo solo hanno rivitalizzato con titoli e forze fresche un club che procedeva sul crinale della normalità. E in uno sport di nicchia come la scherma dodici atleti forti che tutti insieme migrano da un club ad un altro «sono un tesoro».

Questo sciame verso i lidi lagunari segnerà l’inizio della fine per la scherma vicentina? E quali saranno i conti della kermesse europea? Gli enti pubblici o le partecipate quanto spenderanno, se spenderanno qualcosa?