Fatture elettroniche, meno burocrazia

Ebbene sì, il count down sta volgendo al termine, dal prossimo 31 marzo tutta la Pubblica Amministrazione potrà accettare solo fatture in formato elettronico, mentre la vecchia fattura cartacea diventerà un relitto storico. In poche parole tutte le transazioni di beni e servizi dovranno diventare completamente digitali, si tratta di un salto epocale nella direzione di ammodernamento della burocrazia.

Riassunto delle puntate precedenti: l’obbligo di fatturazione in forma elettronica nei confronti delle amministrazioni dello Stato è stato introdotto ancora dalla Finanziaria 2008, ci sono voluti quindi sette anni per dare esecuzione a questo proposito, in realtà l’obbligo era già in vigore “sperimentalmente” e ad “implementazione progressiva” da qualche tempo, ma fra poco si estenderà a tutte pubbliche amministrazioni senza eccezioni.

Ma cos’è una fattura elettronica? Secondo la normativa tecnica di legge deve avere le seguenti caratteristiche:
1) il contenuto è rappresentato, in un file XML (eXtensible Markup Language), secondo il formato della FatturaPA. Questo formato è l’ unico accettato dal Sistema di Interscambio.
2) l’ autenticità dell’origine e l’ integrità del contenuto sono garantite tramite l’apposizione della firma elettronica qualificata di chi emette la fattura,
3) la trasmissione è vincolata alla presenza del codice identificativo univoco dell’ufficio destinatario della fattura riportato nell’ Indice delle Pubbliche Amministrazioni.
Questo processo di switch off dal cartaceo al digitale si stima comporterà una riduzione dei costi legati alla gestione del ciclo della fatturazione ed in particolare ben 1,5 miliardi di risparmio all’anno per la sola P.A., oltre alle auspicate efficienze ed alla trasparenza connaturata con la digitalizzazione.

Al fine di supportare questa transizione il governo ha previsto opportunamente un portale www.fatturapa.gov.it in cui è disponibile tutta la documentazione tecnica, le modalità di trasmissione e i servizi di supporto e assistenza. In questa rivoluzione copernicana è infatti necessario agevolare le imprese, già asfissiate da cervellotici adempimenti burocratici tipicamente italiani, ad adeguarsi senza traumi alle nuove regole di fatturazione ed accompagnare la transizione verso  l’utilizzo delle tecnologie digitali. A questo proposito degna di nota è l’iniziativa del Digital Champion italiano “Riccardo Luna” che ha chiamato a raccolta la sua rete dei 110 Digital Champions italiani e, in partnership con AgID, ha organizzato momenti di comunicazione, informazione e assistenza in tutte le Camere di Commercio italiane.

Ovviamente possiamo già anticipare che i problemi non mancheranno, ne possiamo elencare almeno due:
1) la gestione dell’eventuale contenzioso che attualmente non ha cittadinanza in un processo che prevede solo due status, accettato o rifiutato, senza lasciare un fisiologico margine di negoziazione tra fornitore e cliente nel caso di contestazione della fattura, a tutto discapito del contraente più debole che guarda caso non è la P.A.;
2) la mancata previsione di severe sanzioni alle P.A. che non si sono ancora registrate nell’apposito albo (I.P.A, Indice delle Pubbliche Amministrazioni) e che conseguentemente non hanno ricevuto il codice ufficio che è un elemento fondamentale per i fornitori che devono emettere fattura elettronica, così favorendo le P.A. colpevolmente in ritardo e sfavorendo ancora una volta il povero fornitore, oltre alle P.A. virtuose che hanno adempiuto per tempo. Per ora accontentiamoci di una piccola “gogna mediatica”, ossia l’elenco online delle P.A. negligenti pubblicate a questo link.

Attendiamo pertanto con ottimismo la scadenza e tentiamo un piccolo ed irriguardoso paragone: il 31 marzo sarà come il 21 luglio 1969? Un piccolo passo per l’uomo, un gigantesco balzo per…la burocrazia?