Tintess, LaRoSa: minacce licenziamento inaccettabili

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Comitato Proteggiamo LaRoSa (Lampertico, Rozzampia e Santo) che attacca la i titolari dell’azienda Tintess sulla minaccia di licenziare i propri lavoratori.

Siamo stati a guardare l’allucinante sequenza di comunicati e dichiarazioni alla stampa, inviati ad arte, prima per bocca dei Sindacati di Tintess, poi dall’avvocato di Tintess proprio il 18 marzo, giorno dell’udienza che si è tenuta presso il Tribunale amministrativo regionale. La coincidenza si spiega solo in un modo: i titolari dell’azienda, con lo spauracchio dei licenziamenti, volevano fare pressione -col mezzo dei giornali e delle TV- perchè le loro rimostranze arrivassero fino alle orecchie dei giudici del tribunale amministrativo.

Hanno quindi confermato la strategia già adottata con gli amministratori comunali, vale a dire: se non ci viene dato quel che vogliamo, ci rimetteranno i più deboli, cioè i lavoratori. Per la cronaca, vista la delicatezza del tema ambientale, il Tribunale si è orientato a risolvere presto la questione, ma solo con una sentenza definitiva prevista già a giugno del corrente anno. Le imprese sono diretta emanazione di chi le gestisce. In Italia vi sono molti imprenditori lungimiranti, che prima di avviare un’attività investono per tutelare il benessere di chi lavora in azienda e di chi ci abita intorno.

I signori Mario e Roberto Campagnolo appartengono a questa categoria? Perchè prima di chiedere l’aumento di rifiuti da trattare non hanno risolto il problema delle emissioni e degli odori che stanno affliggendo centinaia di persone e famiglie? Complimenti comunque ai signori Campagnolo, per l’ottima strategia comunicativa, quella che ha loro consentito, senza mai far comparire il proprio nome e la propria faccia, di indurre sempre altre persone (i dipendenti intimoriti, i loro portavoce, i politici loro vicini) a far credere che il posto di lavoro di centinaia di lavoratori dipende dal potenziamento di un depuratore privato di rifiuti speciali che funziona grazie al all’attività di appena tre operai e un ingegnere. Tutti gli altri dipendenti sono impiegati in attività del tutto estranee a quella del trattamento dei rifiuti. “E scoàsse fa schei”.

Comitato Proteggiamo LaRoSa

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