Evasione fiscale, nuova grana per Galan

Non c’è pace per l’ex ministro e governatore del Veneto Giancarlo Galan, attualmente ai domiciliari nella sua villa di Cinto Euganeo, dove sconta la pena patteggiata nell’ambito dell‘inchiesta Mose. Ora la procura di Rovigo ha infatti avanzato l’accusa di evasione fiscale, iscrivendo al registro degli indagati il deputato azzurro.

Nel corso di due accertamenti fiscali effettuati alla fine dell’anno scorso gli sono stati contestati redditi non dichiarati, le stesse tangenti intascate, su cui non sarebbero state versate le imposte. Il primo accertamento riguarda gli anni 2005 e 2006 ed è dunque caduto in prescrizione. Nel secondo però, relativo alle dichiarazioni dal 2007 al 2010, vengono contestate a Galan anche le somme investite nell’acquisto della sua villa di Cinto, che secondo gli inquirenti sarebbero proventi di attività illecita,  oltre a un versamento da 200 mila euro, giustificato dall’interessato come finanziamento per una campagna elettorale di Forza Italia.