Il borsino di Zonin

Io questa storia del borsino ce l’ho nel gozzo. E allora ho chiamato il mio amico che lavora in banca e gli ho detto: se non vieni a prendere un caffè e mi spieghi, faccio un casino della m…! Ciò, manco a dirlo è venuto subito. Con le buone, ormai, non ottieni niente, neanche dagli amici. Gli ho detto: adesso mi spieghi, ma senza astruserie. Me lo spieghi bene, chiaro, che devo capire.

L’ha presa alla larga. Sai, una volta la banca aveva un deposito, un tesoretto messo da parte, con il quale comprava le azioni quando un socio voleva venderle. Adesso non si può più. La Banca d’Italia e la Banca Europea non vogliono. Così il Presidente Zonin, per venire incontro ai soci, si è inventato questa storia del borsino. In parole semplici, mi ha detto il mio amico, tu vuoi vendere le tue azioni, vai in banca e lo dici. La banca le mette in vendita su una piattaforma, favorendo l’incontro tra venditori e compratori.

Bravo, ho risposto io, e chi è che decide il prezzo?
La banca non può deciderlo, fa lui, sono i soci e i compratori che lo decidono.
Ma io voglio i miei 62,5 euro, gli ho gridato.
Non agitarti, mi ha risposto. Se trovi uno che te le compra a quel prezzo, gliele vendi e sei a posto.
E se arriva uno e mi dice: te le compro, ma ti do 50 o 40 euro?
Decidi tu. Se accetti, ti prendi i soldi, se non accetti, ti tieni le azioni.
E quello che compra le mie azioni, diventa socio della Banca al posto mio?
Sì e no, perché godrà dei diritti patrimoniali, ma non potrà, a meno che non sia già socio di suo, partecipare alle assemblee.
Ah ben, ho capito. Chi vuoi che sia quel mona che mi compra le azioni a 62,5 euro e poi non è neanche socio effettivo della Banca!? Potevi anche dirmelo subito che è una solenne presa per i fondelli! Ma scusa, non era meglio, allora, quotarsi in borsa, così almeno uno sapeva ogni giorno quanto valevano le sue azioni?
Eh no! mi ha risposto. Se ci fossimo quotati in borsa, le tue azioni non varrebbero mica 62,5, ma magari la metà o anche meno. Non hai visto che fine hanno fatto le azioni delle banche quotate?

Non c’ho più visto. L’istinto era quello di dargli un pugno sul muso. Ma come, ma se mi hai appena detto che, a venderle, valgono quello che mi offrono! Mi prendi per il c… anche tu?
Stai calmo, mi ha detto. Non fare il tragico. Non hai visto quello che ha scritto Smiderle sul Giornale di Vicenza del 25 marzo?
Non lo leggo, mi spiace. Faccio prima a leggere direttamente Zonin.
Esagerato! Comunque ha scritto che piuttosto che vendere in perdita è meglio aspettare che il recupero sia completo. Non dovrebbe mancare molto.
Allora siamo a posto… Io vorrei sapere quante azioni della banca ha Smiderle. A leggere quello che scrive dovrebbe aver investito in azioni anche la suocera.. Anzi, sai cosa ti dico: se mi fai sapere quante azioni ha, allora crederò a lui e anche a te.
Non si può, c’è la privacy.
Privacy del cavolo! Tutti questi qua, Presidente, vice Presidente, consiglieri, sindaci, giornalisti e turibolanti vari dovrebbero dire tutti quante azioni hanno. Se non lo dicono, vuol dire che hanno poco o niente. Loro si prendono le prebende e noi poveri fessi gli abbiamo comprato le azioni.

Ci siamo lasciati a muso duro. Neanche il caffè gli ho offerto. Quando ha fatto la mossa di pagare lui, l’ho lasciato fare.