Breganze l’Olimpico. E l’usura bancaria

Ma insomma, è mai possibile che un personaggio di così alto lignaggio come Marino Breganze sia vittima di una così sfacciata dimenticanza, di una così oltraggiosa amnesia riguardo il suo curriculum vitae? Il vicepresidente della Banca Popolare di Vicenza è stato eletto all’unanimità nuovo presidente dell’Accademia Olimpica di Vicenza, dove è dal 1981, aggiungendo un tassello prestigiosissimo, praticamente unico, alla sua carriera di docente universitario, in passato di diritto urbanistico e nel presente di diritto dei beni culturali.

Giustamente, è stato sciorinato l’elenco dei suoi incarichi attuali o precedenti attinenti alla cultura in senso lato: oggi a capo del circolo giuridico Zilio Grandi e vicepresidente della Fondazione Roi, è stato presidente dell´Istituto Rezzara, della Fondazione Mioni, del Rotary club Vicenza e nell´Accademia della Cucina di Vicenza. Impeccabile.

E invece una pecca c’é. Si son tutti dimenticati di una carica importante, invidiabile. Anche perchè situata, diciamo così, in una terra meravigliosa: la Sicilia. Il dott. prof. Breganze siede sulla poltrona di presidente dell’istituto di credito Banca Nuova, appartenente al gruppo BpVi. Nessuno vi ha fatto cenno. Com’è potuta succedere una svista così clamorosa, una sbatadaggine di tal guisa? Non ce ne capacitiamo, davvero. I soliti malpensanti, gufacci e uccelli del malaugurio suggeriranno un’ipotesi volgare, triviale, lorda di pregiudizio: potrebbe essere che sia per via di un recente rinvio a giudizio per usura bancaria che lo ha investito proprio come numero uno di Banca Nuova (che fra l’altro vede il suo ex direttore generale, Francesco Maiolini, già condannato per lo stesso reato, in un’inchiesta che ha coinvolto persino l’ex procuratore generale di Palermo, Francesco Messineo)?

Ma no, non sarà as-so-lu-ta-men-te per questo. Volete scherzare? Ma per piacere. E’ bello ricordare, tuttavia, cosa è scritto nello Statuto dell’augusto consesso di feluche accademiche di patria berica: “Possono essere chiamati a far parte dell’Accademia mediante elezione i cittadini italiani o stranieri che con ricerche, pubblicazioni, opere creative, iniziative personali, attività professionali, didattiche, educative o con l’esercizio di incarichi pubblici o privati di interesse generale, si siano segnalati nelle lettere, nelle arti, nelle scienze, nella tecnica, nelle attività e discipline giuridiche, economiche, sociologiche od amministrative, nella promozione della pace e della civiltà umana”. Sottolineiamo in particolare “attività professionali”: agli altri accademici non fa né caldo nè freddo, che il loro presidente sia imputato con un’accusa simile? L’assessore alla crescita (de che?) Bulgarini d’Elci non ha dubbi: high profile, ci mancherebbe.

Visto che siamo di fronte a gente colta, coltissima, non dispiacerà loro se ricordiamo anche una poesia di Ezra Pound, l’autore che più d’ogni altro dedicò la vita a combattere l’usura delle banche: “usura arrugginisce il cesello/arrugginisce arte ed artigiano/tarla la tela nel telaio, nessuno/apprende l ‘arte d’intessere oro nell’ordito;/l’azzurro/s’incancrena con usura; non si ricama/in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling/usura soffoca il figlio nel ventre/arresta il giovane amante/cede il letto a vecchi decrepiti,/si frappone tra giovani sposi” (Cantos, XLV, Contro l’usura).