Mafia, Bindi: «Verona punto più fragile in Veneto»

«Verona rappresenta sicuramente il punto più fragile del Veneto». Lo ha detto la presidente della commissione nazionale antimafia, Rosy Bindi, che per tutta la giornata di ieri, nella città scaligera, ha fatto tappa in Prefettura con una serie di audizioni dei rappresentanti delle forze dell’ordine, della Procura, di enti, categorie e associazioni. «Riteniamo – ha aggiunto la Bindi – che la consapevolezza sul fenomeno della ‘ndrangheta sia ancora insufficiente. Per il momento possiamo parlare ancora di infiltrazioni della criminalità organizzata, e non di un vero insediamento, ma perchè questo non accada è necessario che il fenomeno non venga sottovalutato. Non si faccia in Veneto quello che è stato fatto in Lombardia, diventata la quarta regione ‘ndranghetista d’Italia. Il Veneto può ancora riscattarsi, ma a patto che la consapevolezza del pericolo si rafforzi».

In seguito alle rivelazioni emerse dalle nuove inchieste (vedi “Aemilia”), la Commissione ha chiesto alla Prefettura di  istituire una «commissione di accesso al Comune di Verona (e forse anche per altri Comuni della Provincia)» la quale «non presuppone un atto di scioglimento dell’Amministrazione, è però uno strumento indispensabile per fare luce».

Pronta arriva la replica piccata del sindaco Flavio Tosi: «Quelle fatte in conferenza stampa dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi mi sembrano francamente affermazioni strampalate, che ben si inseriscono nel clima di una campagna elettorale, utili solo a trovare spazio e titoli sui mass media».