Taglio sprechi, impariamo dagli inglesi

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Sono bastati due scandali, dove dei dirigenti della pubblica amministrazione del Regno Unito venivano incolpati di aver stipulato contratti statali dalle folli cifre – non per corruzione ma per incompetenza – a convincere il Primo Ministro David Cameron a stilare un nuovo piano. 25 nuovi manager di elevato livello, esterni alla macchina dello Stato, verranno infatti reclutati per fare ciò che i dirigenti statali non sono stati in grado di fare. E’ questa la novità british che sta facendo il giro del mondo. 25 “squali”, 007 professionisti della finanza e delle multinazionali, analizzeranno con la propria esperienza e capacità i conti statali inglesi, lavoreranno meticolosamente sul risparmio e la razionalizzazione dei costi, dalle forniture, ai grandi progetti, ai trasporti, ai servizi. Verranno retribuiti secondo le leggi di mercato: ciò significa che potranno percepire anche più del Primo Ministro stesso che attualmente percepisce 142 mila sterline l’anno (198 mila euro).

E allora, se tanto ci dà tanto, Cameron vuole tantissimo. E per ambire all’eccellenza non serve far altro che cercarla allontanandosi dalla retorica demagogica dei nostri tempi. Così, a seguito della spending review voluta dal Primo Ministro britannico per l’anno 2015/2016 – sforbiciata dei ministeri, dei dipendenti pubblici con blocco aumento automatico degli stipendi e riduzione graduata della pletora burocratica di 144.000 persone –  nel complesso si stima un risparmio pari a 11.5 miliardi di sterline. L’assunzione di questi professionisti, quindi, e il costo delle prestazioni servite al governo british, risulteranno essere una goccia nell’oceano rispetto ai benefici di cui lo Stato britannico si avvarrà dopo questo ulteriore rovesciamento del sistema.

Manovra difficile da immaginare in Italia, dove la burocrazia costituisce il primo serbatoio clientelare di una classe politica che non riduce i costi dello Stato ma che invece preferisce mantenerli attraverso una tassazione soffocante che ricade direttamente su cittadini e imprese. Servirebbe forse sventolare di meno la retorica del finto risparmio, smettendola di fare il gioco a chi usa meno l’auto blu, a chi prende il tram, a chi non va alla mensa del Senato, a chi si taglia lo stipendio (a che serve? Lo stipendio è fatto per chi lavora e se un parlamentare si prodiga seriamente nella propria mansione è giusto venga percepito interamente). E iniziare a ragionare, o meglio, agire. Perché nemmeno il ragionamento viene richiesto, ma semplicemente la delega a migliori professionisti esterni, per fare anche dell’Italia un Paese meno intrappolato da se stesso. God save the Queen (e se gli avanza del tempo, save Italy).

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