Ad Marelli (ex Pirelli): capitali stranieri? Mai paura

«Da italiano la prima sensazione non può che essere di preoccupazione per il fatto che il patrimonio nazionale diventa a capitale sempre più stranieroTolta l’emotività, oggi è indispensabile diventare player globali». Lo dice Mauro Sacchetto, da tre mesi il nuovo ad di Marelli Motori, l’azienda del gruppo americano Carlyle con headquarter ad Arzignano (Vicenza), ed ex top manager della società di pneumatici Pirelli recentemente venduta ai cinesi di ChemChina.

«Pirelli in Cina vendeva poco, ora che è cinese avrà i canali per entrare in un mercato da 1,5 miliardi di persone, che vale 5 volte l’Europa – spiega Sacchetto intervistato dal Corriere del Veneto -. Marelli Motori ha fatto la scelta di realizzare uno stabilimento in Malesia ed è diventata asiatica agli occhi degli asiatici». «Marelli è condannata a crescere: certo è bello avere capitale italiano, – continua l’amministratore delegato – però per diventare player globali bisogna avere la possibilità di competere, oggi le aziende che sopravvivono sono quelle capaci di vendere fuori dell’Italia e, in un mercato, ci sta anche chi mette capitale (…) In Marelli lavorano 30 etnie, il modo vero per misurare quanto un’azienda è globale».