Rovigo, vittima prete: «voleva solo sesso»

Nuove rivelazioni sulla denuncia choc di cui abbiamo già parlato ieri in questo articolo. La parole del 32enne di Rovigo sono agghiaccianti e surreali: «Nei mesi scorsi, a causa della crisi, ho perso il mio lavoro di manovale. Stavo affrontando un periodo difficile e, la vigilia di Natale, venni contattato attraverso Facebook da un uomo che mi disse subito di essere un sacerdote. Pensai fosse un segno del Cielo: avevo bisogno di un aiuto spirituale». Da qui l’inizio dell’incubo: «Dopo un paio di giorni passati a chattare, mi confidò di essere gay. Gli risposi che per me non era un problema, ma lui cominciò a farmi delle avance sempre più esplicite. Mi disse di essersi eccitato guardando la mia foto e mi chiese di inviargli un’immagine intima». Il rodigino obbedì per paura di perdere quel Padre spirituale di cui tanto aveva bisogno in quel momento. Dopo quella foto le richieste del sacerdote si fecero sempre più insistenti e morbose: «Mi plagiò al punto da convincermi a lasciare la mia ragazza perché, diceva, si sarebbe preso cura di me aiutandomi a trovare un lavoro».

A quel punto, dai messaggini passarono alle video-chat: «Parlava solo di sesso. Una volta accesi Skype e lo trovai nudo, che si mostrava davanti alla telecamera. Mi disse che gli piacciono i ragazzi, specialmente se giovani, e che farebbe di tutto per loro, anche aiutarli a comprare abiti, cellulari e ricariche telefoniche». Il sacerdote raccontò al rodigino di aver organizzato orge alle quali partecipavano preti e una guardia Svizzera. La Curia di Taranto ha avviato subito delle verifiche ed esclude il coinvolgimento di altri prelati ma ha immediatamente allontanato il parroco. «Mi ha fatto fare di tutto. Una sua fantasia era che io fossi Giuda Iscariota e, visto che avevo tradito Gesù, dovevo pagare diventando il suo schiavo». Quel rapporto morboso si è chiuso quando il 32enne ha deciso di denunciare tutto. Ora è sottoposto a terapia, con il sostegno di uno psicologo. «Vivo nella paura e nell’incertezza, non immaginavo di poter essere usato da un prete come fossi un oggetto».

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