United States of Joe Formaggio

Il sindaco di Albettone contro lo Stato? Rinunci alla fascia tricolore

STATO E ANTI-STATO
Ci scervellavamo se e come spiegare a Joe Formaggio, un nome una garanzia, sceriffo di Albettown in provincia di Vicenza Old West, il seguente ragionamento: é contro ogni banale logica da quinta, ma che dico?, prima elementare, rappresentare le istituzioni rappresentative dello Stato (é sindaco all’unanimità, per mancanza di avversari) e contemporaneamente sputare contro lo Stato, non solo sfidando la legge (giusta o sbagliata, ma legge), ma per soprammercato ergendosi a giudice e boia coprendolo, sempre questo Stato di cui porta la fascia tricolore, di critiche non semplicemente feroci (che ci stanno), ma molto peggio: delegittimanti. Che invece non ci stanno, perché dette da uno che ne è parte. Si togliesse la fascia, sbarrasse gli uffici del Comune e proclamasse una sua Repubblica personale. Così eviterebbe che la Procura apra un fascicolo per discriminazione razziale e siano tolti di peso quei suoi cartelli col simbolo “vietato ai nomadi”, una trovata da circo per dare in pasto un boccone di demagogia facile a chi ha pur buone e solide ragioni contro il finto “nomadismo” da estirpare sì, ma senza ricorrere alle buffonate.

VISIBILITA’ VO CERCANDO? MACCHE’
Le idee per fondare gli United States of Cheese (Stati Uniti del Formaggio) son già pronte e le ha già esternate, il futuro Mr President. Eccole, selezionate dal parco numero di interviste che il timido e spaesato Joe, davvero un campione di sobrietà e riservatezza, ha rilasciato in questi giorni dimostrando di non essere per nulla interessato alla visibilità mediatica, ma proprio per nulla. «Facciamo come nel Far West, quando scrivevano gli avvisi alle porte del paese. Ecco, noi lo abbiamo scritto, i rom non li vogliamo. I miei volevano chiamarmi “Joey”, come il protagonista del telefilm ‘Furia’, ma mio padre sbagliò a dare il mio nome all’anagrafe. Dopo 30 anni, ho chiamato mio figlio “Joey”. Vi aspettiamo coi fucili spianati al confine del paese. Se arriva un gruppo di rom, dopo 10 minuti chiamo Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale. Se i nomadi non vanno via, vengono caricati sui carri attrezzi e portati nel ricovero di automezzi più vicino. Ad Albettone non si può sostare per motivi igienico sanitari. Non abbiamo colonnine per ricevere carovane e non le metteremo mai. Quindi, nomadi e batteria varia stanno automaticamente fuori. Fuori dalle palle, non li vogliamo. Vadano nei campi rom di Vicenza, che è governato dal Pd. Sono ben accetti invece camper di turisti, americani e tedeschi. I campi rom sono covi di delinquenza. Dobbiamo schedare tutta questa gente qua. Affittare la mia casa ai rom? Ma siete impazziti? Piuttosto che darla ai rom do fuoco alla casa. Tanto non pagherebbero mai l’affitto. Le leggi italiane sono fatte per metterla nel culo alla gente per bene, e tutelare i disgraziati e i delinquenti» (La Zanzara, 8 aprile). «Qui sono io la legge. Il mio non è razzismo, è una richiesta di più Stato. Se le istituzioni non sono in grado di difenderci, lo dobbiamo fare da soli. Preferisco vicini di casa che sparano piuttosto che gente che finge di non vedere» (Corriere della Sera, 9 aprile).

FRA WAYNE E L’ANARCHIA
Lui sa già tutto, cioè niente. Inutile tentare di fargli comprendere – non condividere, non pretendiamo tanto – che se un uomo delle Istituzioni sega il ramo su cui è seduto incitando all’anarchia da cowboy di frontiera, allora tutti, voi, io, tutti quanti, possiamo invocarla contro le leggi che non ci piacciono. Oh yeah.
«Dormo col fucile in camera da letto e i proiettili sul comodino», ha chiarito Joe. John Wayne, se fosse vivo, potrebbe forse fargli intendere, almeno lui, che quello del giustiziere americano col winchester a tracolla era un mito, non la realtà. Oppure bisognerebbe che Formaggio leggesse qualcosa sull’anarchismo, quello vero: troppa fatica, per uno che bazzica l’area politica di Sergio Berlato, destra generica, neppure mai missina con qualche radice nell’individualismo anarcoide dannunziano e anti-borghese, solo doppiette e beccacce (con tutto il rispetto per la caccia, un tempo attività nobile). E intanto i campi sedicenti “nomadi” persistono. Anche grazie alle sparate (a salve) del fuciliere formaggesco.

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