Assemblea Veneto Banca, BpVi col fiato sospeso

È alta l’attesa per l’assemblea dei soci di Veneto Banca. L’assise sarà determinante per i progetti di fusione fra la Popolare di Montebelluna e quella di Vicenza. Condizione necessaria per il matrimonio è il sì dei soci ma il via libera definitivo spetta alla Bce per convincere la quale servirebbe un piano valido e rapido. Il clima tra gli azionisti però non lascia presagire nulla di buono dopo il taglio del prezzo delle azioni e l’inchiesta giudiziaria che potrebbero coinvolgere nel malcontento generale anche l’ipotesi di fusione con BpVi.

Sul tavolo anche il tema dell’occupazione. Con due grandi sedi centrali e con diversi sportelli sovrapposti nel Nord Est, è inevitabile che l’unione di Veneto Banca e BpVi provochi un esubero di personale. Si parla di 1.500 o, nella peggiore delle ipotesi, di 2.000 dipendenti a rischio. Ma le conseguenze potrebbero essere ancor più serie nel caso che le due popolari finissero inglobate in due realtà distinte di più grande dimensione. Per quanto riguarda il prezzo delle azioni la fusione veneta, con contemporanea trasformazione in spa, sarebbe però conveniente:  non ci sarebbe bisogno di pagare cash l’operazione e i soci, ma si tratterebbe di un’operazione carta contro carta, con con cambi e prezzi in linea in linea con le ultime valutazioni stabilite nella speranza che nel frattempo il settore bancario continui nell’ascesa borsistica avviata dall’inizio dell’anno.

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