Rovigo, Cgil: persi 150 operatori mensa in tre anni

I lavoratori del turismo e dei servizi di mensa del Polesine hanno scioperato ieri contro il mancato rinnovo del contratto, scaduto ormai da due anni, e per chiedere un’inversione di rotta della programmazione economica che permetta di non far ricadere tutti i costi della crisi ai lavoratori. La mobilitazione è stata indetta dai sindacati di settore di Cgil,  Cisl e Uil. «In provincia di Rovigo — spiega Piero Colombo al Corriere del Veneto, segretario della Filcams Cgil — la situazione è difficile soprattutto nei servizi mensa dove, a fronte di circa 1500 lavoratori, nell’ultimo triennio 150 hanno perso il posto. E poi in molte realtà si sono ridotte le ore di lavoro assegnate».

Il problema dei servizi di mensa è dovuto soprattutto alla recessione economica, le aziende in crisi sono costrette a comprimere i costi e in primo luogo si agisce sui servizi esterni. E la situazione nel pubblico non è molto dissimile, almeno esaminando i casi delle mense degli ospedali di Rovigo e Trecenta «In particolare – rivela al Corriere il segretario – condividiamo le preoccupazioni sul destino dell’ospedale San Luca di Trecenta, in cui il servizio mensa e ristorazione affidato alla Serenissima Ristorazione spa è sempre più in sofferenza a causa delle continue chiusure dei reparti».

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