Banche venete, i compensi milionari dei dirigenti

Da Fratta Pasini a Zonin a Consoli, ecco le cifre

Quanto percepiscono gli amministratori delle tre banche venete, Banco Popolare di Verona, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca? Un ripassino non fa male. Giusto per dare un’idea tangibile, anzi contabile, di quanto hanno avuto rispetto a quanto hanno dato, in termini di risultati, i dirigenti nell’occhio del ciclone in questa fase di assemblee bollenti e diffuse rabbie popolari di azionisti impoveriti.

Al Banco Popolare il presidente Carlo Fratta Pasini ha ricevuto nel 2013 un’indennità pari a 567 mila euro. Il suo amministratore delegato, Pier Francesco Saviotti, sempre nel 2013 1,709 milioni di euro. Il direttore generale, Maurizio Faroni, si attesta a 831 mila euro.

Alla Popolare di Vicenza al presidente, Gianni Zonin, sarebbe riconosciuto un compenso complessivo triplo rispetto all’omologo Pasini: 1,5 milioni di euro, secondo il Sole 24 Ore. Il direttore generale (di recente anche consigliere delegato) Samuele Sorato percepisce invece 1 milione 714 mila (di cui 1 milione 534 mila fissi e 180 mila variabili).

A Veneto Banca i numeri circolati sono un po’ meno precisi. Nel 2013 le figure apicali sono costate 2,3 milioni di euro solo nella parte di retribuzione fissa (Veneto Banca, Ipibi e Veneto Banca Ireland financial service). Nell’ultima assemblea, nel 2014, si sono autodecurtati la paga: da 110 mila euro fissi l’anno a 90 mila euro fissi l’anno, con gettone di 250 euro a seduta (in media 2 al mese). Il compenso del presidente e vicepresidente arriva al massimo a 540 mila euro l’anno. Secondo il Fatto Quotidiano, nel 2009 l’allora amministratore delegato, Vincenzo Consoli, avrebbe percepito 3,7 milioni.