Pedemontana, Cantone: «fuori tutte le cifre»

l’Autorità nazionale anti-corruzione del magistrato Raffaele Cantone ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti del Ministero delle infrastrutture per per la superstrada Pedemontana veneta. L’indagine conoscitiva è frutto dell’esposto presentato dal senatore vicentino Enrico Cappelletti (Movimento 5 Stelle).

L’Autorità vuole chiarire due punti: in primis i costi, che come noto sono saliti di 430 milioni rispetto agli 1,8 miliardi di costo previsto con il progetto preliminare di nove anni fa (da 173 milioni a 615 il contributo di soldi pubblici). In particolare, quelli in merito alle indagini geognostiche, le interferenze (spostamento di elettrodotti, gasdotti, acquedotti, fognature, cavi vari), la due diligence, e il rimborso promotore. In secondo luogo gli uomini di Cantone vogliono chiarire la corretta spartizione dei rischi tra pubblico e privato, che è la condizione per cui si tratti davvero di un “project financing” privato. E infine l’Autorità vuole conoscere i finanziamenti che il privato ha ottenuto dalle banche, il rispetto del cronoprogramma dell’opera, lo stato di avanzamento della progettazione e dei lavori, i costi e le modalità di sorveglianza e di direzione lavori affidata dai privati all’ing. Stefano Perotti, poi arrestato nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto Ercole Incalza.

«Daremo tutte le risposte, indicando anche tutte le cifre nei dettagli sull’aumento dei costi, approfondendo ogni voce, poi loro valuteranno, ma mi auguro che possano ritenere sodisfacenti le risposte – ha dichiarato il commissario Vernizzi al Giornale di Vicenza -. Sulla questione del “rischio d’impresa” poi siamo tranquillissimi: era già stata interessata l´Unione europea, ma un anno e mezzo fa hanno valutato e archiviato il caso».

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