Belluno, Abvs: 6mila donatori ma servono più giovani

Nei primi tre mesi del 2015 i dipartimenti ospedalieri di Padova e del Lazio, cui Belluno solitamente fornisce sacche di sangue, hanno diminuito la richiesta di sangue rispetto al primo trimestre 2014. La prima conseguenza del calo è che sono stati effettuati meno prelievi ai donatori. I dati provengono dall’Associazione bellunese volontari del sangue (Abvs), che ieri teneva la sua assemblea provinciale.

Nonostante si noti un leggero calo delle donazioni rispetto al 2013, da 9261 alle 9175 di fine dicembre 2014, nei primi tre mesi del 2015 il numero dei donatori attivi è tornato a crescere, portando 47 donatori in più rispetto al 2013, con un totale di 6095 donatori in provincia. A destare ancora qualche preoccupazione è la garanzia del necessario ricambio generazionale: la maggior parte dei donatori, il 59 per cento, ha tra i 36 e i 55 anni, solo l’8 per cento ha meno di 25 anni mentre l’11 per cento ne ha più di 55.  Intevenendo in assemblea la presidente provinciale dell’Abvs, Gina Bortot, non ha nascosto le problematiche che l’associazione affronterà in futuro, in particolare un taglio dei fondi da parte del Governo, che costringerà ad un taglio del 4 per cento sul contributo per ogni donazione. Circa 75 centesimi in meno per ogni donazione, che sono oltre novemila all’anno, significano un taglio vicino ai settemila euro.

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