Morti in mare, la Chiesa: colpa della politica

Padre Michele De Salvia, direttore dell’ufficio pastorale diocesano dei Migranti commenta la strage di ieri nel mar Mediterraneo. «Le tragedie proseguono a causa dell’indifferenza di tutto e tutti. Ora centinaia di morti, ma non scordiamoci il 3 ottobre del 2013 quando annegarono 366 migranti sullo stesso braccio di mare». De Salvia ha un’idea molto chiara e coinvolge la politica: «Se chiamiamo le operazioni Triton, Frontex oppure Mare Nostrum non cambia molto, le tragedie resteranno se non si comincia a lavorare sul perché siamo arrivati a queste condizioni. Gli slogan politici non servono a nulla e non possiamo avere questi morti sulle nostre coscienze. Due giorni fa la Cei ha richiamato l’Europa che se ne sta lavando le mani davanti a quanto accade».

Padre Michele aggiunge: «Molti sindaci si nascondono dietro al fatto che sono clandestini e non profughi per cui non se la sentono di fornire accoglienza. La Chiesa non può risolvere quello che spetta allo Stato. La politica dovrebbe servire anche ad affrontare questi problemi, invece si ignorano, si lasciano a metà o non si affrontano con la determinazione necessaria». De Salvia conclude: «Purtroppo molti dei locali della Diocesi non hanno tutte le caratteristiche per accogliere persone, visto che le regole sono ferree, ma anche i cristiani devono vedere, in quanto sta accadendo, un modo per guardare agli altri con meno sospetto».

Tags: