Cariverona, 1 miliardo per grande banca popolare

Cariverona si accinge ad approvare il nuovo statuto prima che il mandato del presidente Paolo Biasi volga al termine a fine anno. La Fondazione vorrebbe accelerare sul progetto della trasformazione delle popolari in Spa per evitare di raccogliere quello che gli altri lasciano sul campo. Per questo Biasi guarda a Banca Marche e soprattutto a Banco Popolare: sul tavolo  c’è una dote di circa un miliardo di euro: 260 milioni in cassa, altri 420 milioni dalla vendita, ai valori attuali, del titolo Unicredit, e il resto investito nei Fondi. L’aggregazione tra Banco Popolare e Bpm è l’opzione più plausibile perché potrebbe far nascere una realtà bancaria con prospettive di crescita di valore, una realtà che può aggregare altri istituti bancari popolari più piccoli.

«I prossimi 12-18 mesi saranno cruciali per le aggregazioni», ha detto ieri il presidente del Banco, Carlo Fratta Pasini, in occasione dell’incontro con i giovani di VeronaExpo. «O riusciamo a fare sistema tra banche popolari oppure il rischio è di diventare filiali di banche straniere come è successo anche ad esperienze italiane illustri». E ha ribadito: «Non bisogna avere fretta, vogliamo mettere a punto un piano che crei valore mantendo le caratteristiche della banca popolare territoriale, e per fare questo dobbiamo fare un lavoro nuovo per noi: organizzare un azionariato diffuso. È difficile ma con tanta buona volonta, tanto lavoro e un po’ di fortuna possiamo farcela».

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