Aggressione a Rovigo, omofobia o caso montato?

Resta ancora un mistero il vero movente dell’aggressione avvenuta nella notte di venerdì a Rovigo, quando un uomo di circa 40 anni avrebbe colpito al volto con un bicchiere un ragazzo di 26 anni, ferendolo e mandandolo all’ospedale. Al momento di certo c’è solo che i presenti hanno chiamato il 113 e in tempi abbastanza rapidi una volante si è recata sul posto, oltre al fatto che al momento il giovane aggredito non ha sporto denuncia.

Col passare dei giorni, tuttavia, si è fatta largo una voce che inquadra l’aggressione: l’uomo avrebbe picchiato il ragazzo dopo averlo visto baciare il coetaneo con cui il giovane si trovava. La questione così è finita fino alla Camera dei deputati, grazie al polesano Diego Crivellari e al padovano Alessandro Zan, entrambi deputati del Pd, che hanno riaffermato la necessità di una legge sulle unioni civili e contro le discriminazioni di genere. Di aggressione omofoba parlano apertamente anche il circolo Arcigay di Rovigo e Matteo Pegoraro, consigliere comunale del vicino centro di Solesino. Invece, secondo il quotidiano online RovigoOggi, che cita presunte conferme da parte della questura, il gesto non sarebbe riconducibile ad un episodio di omofobia ma ad un semplice “inciampo” del giovane, che non avrebbe subito alcuna violenza. Mistero.

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