Vicario diocesi Vicenza: ma quali “primarie”!

Fine era Furian, circola un’ipotesi. Strampalata

Sembra che il vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, sia in cerca di un nuovo Vicario generale. Lodovico Furian, ha compiuto 75 anni il 12 febbraio scorso e ha quindi raggiunto l’età canonica della quiescenza dopo otto anni di onorato servizio. La notizia è arrivata anche al Giornale di Vicenza che vi ha costruito sopra uno strampalato commento finito in prima pagina invece che nel cestino (parlava di “primarie”,  di onda lunga della rivoluzione di papa Francesco, del “principe” Zinato buonanima, di cappella Sistina e di uno Spirito Santo del tutto antidemocratico: mah!).

Teniamoci invece la notizia. Dispiace che mons. Furian se ne debba andare (ma deve proprio?). E’ persona intelligente, saggia, discreta. Non ha mai fatto ombra ai vescovi che ha servito, pur essendone l’ombra chiave. Il Vicario generale della diocesi, infatti, è l’ingranaggio nascosto che fa muovere tutti gli altri meccanismi della Curia. E’ lui il filtro ultimo per gli affari ordinari e per quelli straordinari; è lui ad avere il polso quotidiano della diocesi, è lui che conosce, valuta e informa il vescovo ed è lui il primo a conoscere le decisioni del superiore e a tradurle in atti conseguenti.

Ricoprire quel ruolo non è facile: bisogna avere occhi benevoli e nervi d’acciaio; capacità di parare i colpi, soprattutto quelli diretti al vescovo; non dimostrarsi mai superiore con gli inferiori, specie con quelli mediocri (il loro risentimento è inestinguibile anche nelle sacre stanze); vedere tutto, tacere molto, parlare il necessario, ubbidire sempre.

Considerato tutto questo, e ben consapevole che, per quanto pochi, sono sempre troppi quelli che si ritengono degni e pronti per i lavori più difficili e delicati, mi sento di escludere che il vescovo Beniamino abbia indetto una sorta di “primarie” per il posto di Vicario generale, vista anche l’esperienza non sempre esaltante che di quelle elezioni hanno fatto i laicissimi democratici di casa nostra.

In realtà i candidati sono già stati pesati da tempo; i loro curricula passati al pettine fine; i suggerimenti di persone affidabili tenuti in debita considerazione; le raccomandazioni scartate in partenza. Come dire che il nuovo Vicario generale della diocesi è già stato scelto. Anche se la notizia non è ancora arrivata al GdV.